COSA SAPPIAMO SULLA RESPIRAZIONE?
Mi piace in questo scritto riportare alcuni brani del libro: “Respirare di meno e vivere di più” di Rosa Maria Chicco che ci aiuta a riflettere su alcuni luoghi comuni legati alle tradizionali conoscenze sulla respirazione.
L’importanza della respirazione
Nell’arco di 24 ore respiriamo circa 25.000 volte e non possiamo sopravvivere più di pochi minuti senza respirare, mentre possiamo restare giorni senza bere e settimane senza mangiare.
E’ chiaro, dunque, che tra le tre funzioni la più importante è di gran lunga il respirare, seguito dal bere ed infine dal mangiare.
L’attenzione e gli studi scientifici hanno, invece, seguito una scala di priorità e importanza esattamente opposta. Un’infinità di studi (in cui si è sostenuto tutto e il contrario di tutto) è stata dedicata all’alimentazione; poco si è ricercato sul bere e ancor meno sul respirare.
Naturalmente, sono state studiate le malattie respiratorie e nei libri di fisiologia è descritto il processo respiratorio; ma, quanto alle modalità del respiro in una persona sana, si trova ben poco. Nei libri di medicina ci si limita ad osservare che normalmente si respira dalle 10 alle 20 volte al minuto; il che significa che in 24 ore si respira normalmente dalle 14.400 alle 28.800 volte.
La differenza tra le due cifre è grande, tanto da far pensare che il fatto di respirare 10.000 (o magari 5.000) volte al giorno, anziché 30-35.000 volte, (e riempiendo ognuna di queste volte i polmoni completamente, o a metà, o per un quarto), qualche differenza sulle condizioni fisiche e sulla salute delle persone dovrebbe pur produrla.
Se si sapesse quali sono queste differenze avremmo a disposizione una delle leve più importanti per mantenere o riacquistare la salute. E invece, vi è mai capitato che il medico, quando vi ha visitati, abbia controllato quante volte respirate al minuto, se eseguite una respirazione toracica o addominale, se respirate dalla bocca o dal naso, e infine quanta aria respirate ogni volta?
Esistono apparecchi per misurare il volume massimo d’aria che può essere inalato, che sono usati per le persone che presentano malattie respiratorie, ma in genere il medico non cohtrolla quanta aria inalano normalmente le persone (ancora) sane o che soffrano di malattie non respiratorie.
Come se il modo di respirare non avesse alcuna rilevanza sulle malattie non prettamente respiratorie!
Chi si azzardasse a chiedere al proprio medico quale sia il modo migliore di respirare per restare sani verrebbe considerato un po’ “stravagante”. La stessa cosa accadeva fino a non troppi anni fa a chi chiedeva cosa dovesse mangiare per restare in buona salute.
Ancora poco tempo fa, ad esempio, l’autorevole Associazione Medica Americana (AMA) asseriva categoricamente che il tipo di alimentazione seguita non aveva alcuna influenza sulle probabilità di ammalarsi di cancro!
Ora, a quanto pare, si è capito che il modo in cui mangiamo tre volte al giorno qualche influenza sulla salute forse ce l’ha!; ma si continua a pensare che il modo in cui respiriamo decine di migliaia di volte al giorno sia irrilevante!
L’unico consiglio dato a questo proposito da medici e fisioterapisti (a parte quello di recarsi in località con aria pura o di montagna, purtroppo non molto utile per chi deve vivere in città inquinate!), è in pratica quello di “respirare profondamente”.
Regnano incontrastati, in questa materia, tre principi fondamentali, mai messi in dubbio e comunemente accettati non solo dall’uomo della strada ma anche dagli esperti, e cioè:
1) L’organismo regola automaticamente ed inconsciamente, tramite il sistema nervoso, il ritmo respiratorio; non bisogna interferire tramite la volontà per cambiare questo ritmo naturale, che è sempre il migliore a seconda delle circostanze.
2) Più profondamente si respira e più ossigeno si inala, meglio è.
3) L’anidride carbonica emessa nell’esalazione è solo un prodotto di scarto; è sufficiente preoccuparsi di non accumularne troppa restando a lungo in ambienti dall’aria viziata, ma è impossibile averne troppo poca; più se ne esala, meglio è.
Quando però si cerca di andare un po’ più a fondo e di indagare sulle basi scientifiche di questi tre principi, in genere presentati come verità inconfutabili, si trova ben poco, e ci si sente dire che “sono evidenti” e “assodati” da sempre, tanto da non necessitare particolari prove e spiegazioni.
Ebbene, molti importanti progressi scientifici si sono verificati quando qualche scienziato, senza preoccuparsi di esser preso per “matto”, ha iniziato ad interrogarsi ed a mettere in dubbio teorie e principi che sembravano ovvi alle persone “di buon senso”.
E questo è proprio quello che hanno iniziato a fare i medici e scienziati russi Buteyko, Petrakovich, Frolov ed altri, le cui scoperte verranno in parte illustrate negli articoli che prossimamente verrannno pubblicati su questo blog.
Sono gradite vostre considerazioni ed osservazioni in merito.
Per info:
Luiscer@tiscali.it
Sito web:
www.migliorolamiavita.it
19 dicembre 2008
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