09 settembre 2012

L'ascolto del sottile



 L'ascolto del "sottile"
di Sahaja Ellero

La meditazione è ascolto. È un processo di ritorno al nostro centro. È
imparare a confrontarci con la vita e con il nostro ambiente partendo
da chi noi siamo e non da come gli altri cercano di definirci.

Nella costante frenesia delle nostre vite, capita a volte che
diventiamo simili a strumenti musicali stonati: poiché non siamo più
in grado di udire le note fondamentali in noi stessi, la nostra
interazione con la vita e con gli altri produce solo dissonanze. Ci
sentiamo allora scollegati dal nostro centro, immersi in una realtà
ostile, insicuri sulla strada da seguire e incapaci di fluire con
l'eterno flusso della Vita.

La meditazione è il mezzo per "accordare" il nostro strumento. Ci
insegna ad ascoltare le note fondamentali del nostro essere. Così come
un violinista, mentre accorda il suo violino, deve ascoltare con
attenzione certe note chiave, anche noi dobbiamo ascoltare quello che
la vita cerca di dirci, sia per mezzo di eventi e di persone, sia per
mezzo dei sussurri della nostra anima.

Con il silenzio nato dalla meditazione, la nostra mente impara un po'
alla volta a sospendere la sua abituale attività di analizzare, di
soppesare alternative, di "parlare" così tanto da non poter udire le
melodie che la supercoscienza le invia.

Per qualche minuto, proviamo dunque a fermare questo processo.
Cerchiamo di entrare in quello stato di coscienza che è lì prima
ancora che comincino i pensieri. Via via che diventiamo calmi,
riusciamo più facilmente ad ascoltare il silenzio interiore.

"Ascoltare" significa essere pienamente consapevoli, senza scivolare
via con la mente in un piacevole stato subconscio, ma elevandoci fino
a uno stato di coscienza più elevato.

Ci sono infatti tre stati di coscienza: non solo quello conscio e
quello subconscio, ma anche quello superconscio. "La mente conscia è
il nostro stato abituale di veglia e rappresenta solo una piccola
parte della coscienza totale"....

"La mente conscia è il nostro stato abituale di veglia e rappresenta
solo una piccola parte della coscienza totale" scrive Swami
Kriyananda, da oltre trent'anni uno dei massimi esponenti dello Yoga
in Occidente, nel suo libro "Io amo meditare (Ananda Edizioni)", un
prezioso manuale ricco di consigli pratici sia per chi vuole imparare
a meditare che per chi medità già. "Una parte di gran lunga più vasta
giace nel subconscio, che è la parte nascosta ma spesso dominante
della nostra psiche. Il subconscio è come un immenso oceano, con i
suoi fondali di montagne, vallate e vaste pianure. La consapevolezza
cosciente emerge da questo oceano come una piccola isola; invisibile
al suo abitante è l'immensa regione subacquea che la circonda: le
infinite abitudini, tendenze e sensazioni indistinte che giacciono
sotto la mente conscia e rappresentano una zona più indistinta,
nondimeno molto reale, della nostra consapevolezza totale".

La supercoscienza, al contrario, rappresenta un grado molto più
elevato di consapevolezza; anzi, è la vera fonte di tutta la
consapevolezza. Sia la mente conscia sia quella subconscia si limitano
a filtrare quella consapevolezza più elevata, abbassandola, per così
dire, come il trasformatore converte un voltaggio elevato in uno
inferiore e fa sì che la corrente elettrica possa essere utilizzata
nelle case.

"Si può paragonare la supercoscienza al cielo infinito sopra di noi,
con le sue innumerevoli stelle" scrive ancora Kriyananda. "Sappiamo
che le stelle sono sempre lassù, scintillanti, eppure possiamo vederle
unicamente quando il sole non le oscura inondando il cielo con la sua
luce. La luce del sole, in questa analogia, rappresenta i pensieri e
le emozioni generati dall'ego, che offuscano la consapevolezza
supercosciente nel cielo della nostra mente. La supercoscienza è
comunque sempre con noi; semplicemente, non è attiva nel normale stato
di veglia cosciente".

La supercoscienza è situata, come dice il nome, al di sopra del nostro
stato di veglia cosciente. Da quel livello superiore provengono
occasionalmente profonde intuizioni e ispirazioni, quando la mente si
trova in uno stato di calma e di elevazione spirituale. Queste
intuizioni, a volte, penetrano la luce dello stato di veglia dell'ego,
come le splendenti comete che a volte si intravedono nel cielo anche
in una giornata luminosa.

La supercoscienza è il regno dell'autentica intuizione. È qui che
sperimentiamo l'estasi nei momenti di intensa preghiera o di
elevazione interiore, quando l'irrequietudine dell'ego è stata per un
attimo domata. È qui che sperimentiamo la nostra Essenza più profonda:
la pace, la gioia, l'amore del nostro vero Sé.

Attraverso la meditazione, mantenendo la mente in uno stato di
ricettività, impariamo presto ad ascoltare questa verità interiore,
nella tranquilla consapevolezza della supercoscienza. La meditazione
quotidiana ci guida allora alla pace che abbiamo così a lungo cercato:
la pace dell'anima che ci attende al centro del nostro vero essere.

Che questo scritto possa essere utile a molti.
Per info:
luiscer@tiscali.it
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www.vitamigliore.org
 

26 agosto 2012


Questo è un articolo apparso sulla Stampa di qualche giorno fa'.
Credo che sia utile dedicare un po' di attenzione. 

La chemioterapia, uno dei trattamenti più utilizzati nella lotta al cancro, pare possa invece favorirne la crescita secondo uno studio pubblicato su “Nature”.
A dare l’inquietante notizia è stato il dottor Peter Nelson e colleghi del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, Washington (Usa) i qualihanno scoperto che il trattamento con la chemioterapia può timolare nelle cellule sane che si trovano intorno al tumore della prostata – ma anche del
seno e delle ovaie – la secrezione di una prena che favorisce la crescita del tumore e, in più, lo rende resistente a ulteriori trattamenti.
’aumento della proteina WNT16B interagisce con le vicine cellule tumorali facendole crescere, propagare e,  importante di tutto, resistere ai successivi
attamenti anti-tumorali era del tutto inattesa», spiega Nelson. Una scoperta inattesa, sì, ma che tuttavia onferma precedenti ricerche che suggerivano
ome certi tipi di tumore rispondano bene ai primi trattamenti chemioterapici salvo poi ricrescere in fretta e iluppare una maggiore resistenza a ulteriori
tamenti.
I nostri risultati indicano che il danno nelle cellule benigne può direttamente contribuire a rafforzare la crescita “cinetica” del cancro», scrivono
gli autori. La soluzione, al momento, potrebbe essere quella di trovare un metodo per cui si possa ovviare a questo effetto indesiderato della chemio:
«per esempio, un anticorpo alla WNT16B, assunto durante alla chemioterapia, potrebbe migliorarne la risposta uccidendo più cellule tumorali. In alternativa,
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www.vitamigliore.org potrebbero ridurre le dosi della chemio», concludono gli scienziati.
salute

25 agosto 2012

il fluoro abbassa il qi


Tra le tante informazioni che spesso non vengono divulgate, c’è anche questa:


 : Il fluoro abbassa il QI
Inviato da
Redazione
il 16/8/2012 21:40:00 (3811 letture)

Un importante studio di Harvard pubblicato su un giornale del governo federale conferma che il fluoro abbassa il QI

di Anthony Gucciardi

Se il collegamento scientifico tra esposizione al fluoro e diminuzione del Quoziente Intellettivo (QI) è una tesi da 'cospirazionisti', anche i ricercatori
di Harvard, che proprio di recente hanno confermato l'esistenza di questo collegamento, saranno messi alla berlina dagli organi di informazione medica.
Nel recensire una varietà di studi che hanno dimostrato quanto il fluoro possa danneggiare il cervello e, di conseguenza, il vostro QI, gli scienziati
dell'Università di Harvard hanno dichiarato che "i nostri risultati supportano la possibilità che le esposizioni al fluoruro producano effetti avversi
sullo sviluppo neurologico dei bambini."

Ma ciò che è davvero rilevante di questo studio è dove è stato pubblicato. Gli autori infatti hanno pubblicato le loro conclusioni online nell'edizione
del 20 luglio della Environmental Health Perspectives ['Prospettive di Salute Ambientale', ndt], un'importante rivista medica governativa, organo del National
Institute of Environmental Health Sciences [l'Istituto Nazionale delle Scienze della salute ambientale, ndt] degli Stati Uniti. Si tratta, cioè, delle
stesse istituzioni che hanno sempre ribadito la perfetta salubrità della fluorizzazione dell'acqua, oltre che la sua efficacia nel tutelare la salute dei
cittadini che lo consumano ogni giorno.

In passato, però, il governo degli Stati Uniti è stato costretto a richiedere un abbassamento dei livelli di fluorizzazione, ...

... dopo che una ricerca precedente aveva evidenziato il legame tra l'esposizione al fluoruro e una serie di effetti neurotossici [cioè tossici per il
sistema nervoso, ndt]. La tossicità del fluoro per il corpo è stata evidenziata più esplicitamente in alcune ricerche più recenti, condotte a Harvard.
In una dichiarazione scritta, i ricercatori indicano che: "I bambini nelle zone ad alta concentrazione di fluoro [nell'acqua, ndt] hanno QI significativamente
inferiore rispetto a coloro che vivevano in aree a bassa concentrazione di fluoro."

Il fluoro abbassa il QI ed incrementa la crescita tumorale

Nessuna sorpresa per coloro che hanno seguito la ricerca sul fluoro nel corso degli ultimi anni. Già nel 1977, per esempio, gli studi epidemiologici condotti
dal Dott. Dean Burk, a capo della Sezione Citochimica del National Cancer Institute [Istituto Nazionale per il Cancro, ndt] rivelava che l'esposizione
al fluoro produce un aumento della crescita del tumore, anche quando presente a livelli minimi [inferiori ad 1 ppm, cioè un milionesimo in rapporto all'unità
di misura utilizzata, che negli Usa è lo standard per la presenza del fluoro nell'acqua potabile, ndt]. Nella sua ricerca rileva infatti un'accelerazione
del tasso di crescita del tumore del 25%, ma mostra anche esplicitamente come il fluoruro produca tumori melanotici [legati alla presenza di un melanoma,
ndt], trasformi le cellule normali in cellule tumorali e aumenti la carcinogenesi di altri prodotti chimici [cioè aumenta il potenziale cancerogeno degli
elementi a cui è associato, ndt]. Sempre nello studio del 1977, il dottor Burk stimava nel numero di 10.000 i morti causati proprio dalla fluorizzazione.

Non desterà sorpresa, quindi, che persino l'EPA – un'agenzia incaricata di proteggere la gente – abbia classificato il fluoro come una sostanza che presenta
“prove sostanziali di neurotossicità per lo sviluppo". Forse anche l'EPA è gestito da piagnucolanti teorici della cospirazione. Sempre gli autori dello
studio, spiegano poi come il fluoro attacchi effettivamente il cervello in bambini non ancora nati, lanciando un assalto diretto sul loro sviluppo neurologico:
"Il fluoro attraversa rapidamente la placenta. L'esposizione al fluoruro per il cervello in fase di sviluppo, che è molto più suscettibile al danno causato
da sostanze tossiche rispetto al cervello maturo, può eventualmente condurre a danni di natura permanente".

Ma il governo degli Stati Uniti risponderà allo studio? Come accennato, gli studi che hanno esposto la stessa correlazione tra abbassamento del QI ed assunzione
di fluoro sono molti. Il Prof. Paul Connett, direttore del Fluoride Action Network, è stato uno dei molti attivisti a parlare apertamente dell'ultimo studio
per evidenziare quest'associazione. Al momento, ci sono stati 23 studi precedenti in materia e Connett ha ritenuto questo 24esimo di gran lunga il più
forte. E cosa è stato fatto? Purtroppo, è stato 'nascosto sotto il tappeto' da parte delle organizzazioni sanitarie principali, che continuano ad affermare
che il fluoro sia perfettamente sicuro. Alcuni addirittura raccomandano di integrare la sua assenza assumendo apposite pillole di fluoro.

Di quest'ultimo studio, infatti, Connett ha detto: "In questo studio abbiamo trovato una relazione significativa tra la quantità di fluoro presente nel
sangue ed il QI dei bambini ... Questo è il 24esimo studio ad aver individuato questa associazione, ma qui è più marcata che in tutti gli altri."

Anche quest'ultimo studio, che ha alle spalle Harvard, sarà ignorato dalle principali istituzioni sanitarie pubbliche oppure potrà avere inizio un serio
cambiamento?

Anthony Gucciardi

Traduzione e adattamento di Jacopo Castellini per
Nexus Edizioni

Fonte:
Natural Society


02 agosto 2012

la conoscenza sciamanica silenziosa



CARLOS CASTANEDA: LA CCONOSCENZA SCIAMANICA SILINZIOSA DI: NELLO CECCON

 Il silenzio interiore è uno stato di coscienza in cui tutti i pensieri della mente si fermano, sono come congelati e inattivi. Nel silenzio è possibile sentire quello che proviene da spazi e tempi che vanno oltre ciò che la mente in condizioni normali può percepire. È possibile accedere a conoscenze che hanno molto poco di "umano" ma che nello stesso tempo appartengono profondamente all'umanità. Gli artisti nell'eseguire i loro lavori in modo consapevole o inconsapevole sono in questo particolare stato. Gli sciamani di tutto il mondo per portare guarigione, conoscenza e saggezza alla loro comunità hanno elaborato varie pratiche per giungere in modo tangibile ed affidabile al silenzio. Carlos Castaneda addestrato da don Juan Matus, uno sciamano Yaqui nel deserto di Sonora, ha descritto minuziosamente nei suoi ultimi libri come gli sciamani dell'Antico Messico entravano nella profondità del silenzio interiore attraverso i Passi Magici. Questi sono movimenti e respirazioni sognate dai veggenti del suo lignaggio, in tempi molto remoti e che hanno riportato in questa realtà con scopi pratici. Attraverso il silenzio interiore è possibile sconfiggere quello che in quasi tutte le tradizioni spirituali, dall'Oriente fino all'Occidente, viene individuato come il più grande ostacolo all'evoluzione del genere umano. La mente che interiormente continua a dire "io.., io., io,." con il suo rumore copre tutti gli altri segnali e le altre percezioni che sono disponibili all'uomo. Carlos Castaneda, nel suo libro "Tensegrità" racconta l'episodio in cui, avendo ottenuto il silenzio interiore, per la prima volta riuscì a "vedere", e la cosa che più lo sconvolse dell'episodio fu non tanto la visione di un paesaggio mai visto, di animali preistorici, di suoni ancestrali che riuscì a percepire in mezzo al traffico di Los Angeles, ma il fatto che in qualche modo queste cose le aveva percepite anche prima, da sempre. Lo sciamanesimo è la pratica più facile e nello stesso momento più difficile da vivere proprio per questo, perché spesso le cose arrivano in modo così semplice ed immediato che non ci rendiamo conto del loro intrinseco valore. La mente si mette d'ostacolo, complica ed offusca la percezione diretta, porta il giudizio, la mancanza di fiducia e svaluta ciò che invece avvertiamo con il cuore. Ma come possiamo raggiungere il silenzio interiore? Gli sciamani hanno sviluppato moltissimi stratagemmi per mettere da parte la mente. Il silenzio può durare qualche secondo oppure degli interi minuti, dipende dalle capacità individuali ed anche dai mezzi che vengono utilizzati. Chi riesce a superare una certa soglia è poi in grado di raggiungere il silenzio in modo spontaneo. Uno dei metodi più affascinante è quello che ha tramandato il lignaggio di Carlos Castaneda attraverso i Passi Magici, che utilizza alcuni movimenti del corpo. Secondo i veggenti del suo lignaggio oltre al corpo fisico abbiamo un corpo energetico, e questo è al di fuori del controllo della mente. I Passi Magici hanno la capacità di avvicinare i due corpi, fino ad unirli in una unità percettiva in grado di attingere alla conoscenza silenziosa, come venne definita dal suo maestro il nagual don Juan. I Passi Magici stimolano opportuni punti di collegamento tra il corpo fisico ed il corpo energetico ed attivano aree di energia che sono spesso inutilizzate. L'azione congiunta di questi due azioni porta ad una completa saturazione della mente, che non è più in grado di interferire con gli stati elevati di coscienza, permettendo a coloro che li praticano in modo disciplinato e sobrio, di vedere l'energia così come fluisce nell'universo. I Passi Magici tramandati per il silenzio interiore hanno nell'oscurità la loro fonte principale, proprio perché l'oscurità, togliendo all'organo più vicino alla mente, l'occhio, la possibilità di essere attivo, facilita quell'assenza di pensiero-verbalizzazione caratteristico dell'attività mentale. Sono movimenti molto elementari, come per esempio il tracciare con il piede o con le mani delle figure semplici, oppure esercitare pressione in alcune parti del corpo in sincronia con il respiro, che alterano in modo sottile ma profondo lo stato di coscienza. Questi movimenti permettono al corpo di assumere la consapevolezza che realmente gli appartiene, attivando aree che nella vita quotidiana sembrano non esistere, e conferiscono una carica di benessere facilmente percepibile. Uno dei più potenti strumenti per raggiungere il silenzio interiore è il tamburo. Con il battito monotono e continuato il cervello comincia a rallentare la sua attività, i pensieri vengono rapidamente messi da parte per lasciare spazio alla conoscenza non-verbale. In questo caso il passaggio dal dialogo interiore, cioè da quella serie di pensieri che continuamente sovraffollano la mente, ed il silenzio diventa graduale, la continuità del tamburo inoltre permette di ritornare al silenzio in ogni momento, anche se il dialogo è per qualche istante ritornato. Nel lignaggio di Carlos Castaneda il suono dei tamburi è utilizzato in abbinamento con alcuni passi simili ad una danza, per rinforzare l'effetto e per conferire all'intero corpo la percezione del silenzio. Quello che avviene tra due pensieri è silenzio interiore, ma quante volte succede questo a noi occidentali, completamente in balia degli stimoli esterni, come ad esempio radio, TV, cinema, computer?

 


 
CARLOS CASTANEDA: LA CCONOSCENZA SCIAMANICA SILINZIOSA DI: NELLO CECCON
 



Che questo scritto possa essere utile a molti.
Luigi
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07 luglio 2012

graviola (Annona muricata)

Le qualità di questa pianta sembrano eccezionali.




Graviola – (Annona muricata)

Una grande compagnia farmaceutica era quasi riuscita a far passare sotto silenzio una sbalorditiva ricerca su un anti-cancro naturale

Alcuni tipi di cancro (colon, seno, prostata,ecc) sconfitti da una miracolosa pianta dell’ Amazzonia di cui si è scoperto essere 10.000 volte più potente
di alcuni farmaci chemioterapici

Da oggi il futuro del trattamento del cancro e le possibilità di sopravvivenza sembrano molto più promettenti che mai. Il merito va ad una pianta che cresce
in Amazzonia, nelle foreste pluviali del sud America: la GRAVIOLA (annona muricata). Molto probabilmente fra non molto tempo potremo cambiare opinione
sulle possibilità di sconfiggere il cancro. Dagli estratti di questa potente pianta potrà essere possibile:

elenco di 4 elementi
• Sconfiggere il cancro in tutta sicurezza con una terapia completamente naturale che non provoca nausea, perdita di peso e di capelli.
• Proteggere il sistema immunitario ed evitare infezioni fatali.
• Sentirsi più forti e sani durante tutto il corso del trattamento.
• Aumentare la propria energia e migliorare l’aspettativa di vita.
fine elenco

Una grande e conosciuta industria farmaceutica statunitense per più di sette anni ha studiato e testato in laboratorio le proprietà della graviola. Non
essendo riuscita a isolare e duplicare in una formula chimica brevettabile i due più potenti componenti della pianta e quindi non potendo trarre grandi
profitti dalla vendita di un farmaco, l’azienda ha abbandonato il progetto evitando di rendere pubblico il risultato della ricerca. Siccome per legge non
si possono brevettare le sostanze naturali (giustamente, la natura appartiene a tutti, non se ne possono brevettare le meraviglie), uno studio clinico
che comporta investimenti per centinaia di migliaia o addirittura milioni di dollari deve avere poi un suo ritorno economico dalla vendita dei prodotti;
nessuna casa farmaceutica condurrà mai degli studi su sostanze che poi chiunque potrebbe coltivare o raccogliere per preparare il proprio rimedio personale.


Fortunatamente uno dei ricercatori di quella compagnia, pur condividendone gli obiettivi di profitto, non poteva accettare la decisione di nascondere al
mondo questo unico killer del cancro. Fu così che ascoltando la sua coscienza e rischiando la carriera decise di contattare e informare la Raintree Nutrition,
una compagnia statunitense che si dedica alla ricerca, al raccolto e alla riforestazione di piante ed erbe nell’Amazzonia. La sua presidente è riuscita
a guarire da una rara forma di leucemia proprio grazie alle piante della foresta pluviale.

Durante le sue ricerche la Raintree Nutrution ha scoperto che anche il NATIONAL CANCER INSTITUTE (NCI) nel 1976 aveva già verificato che gli estratti di
questa pianta erano in grado di attaccare e distruggere le cellule maligne del cancro. Questo studio era però stato archiviato come un rapporto interno
e mai reso pubblico.

Nonostante queste proprietà siano state scoperte già nel 1976, non è mai stato condotto uno studio su esseri umani, quindi nessuna sperimentazione a doppio
cieco e altri test per verificare il valore del trattamento tale da essere pubblicato sulle riviste mediche e quindi universalmente accettato come terapia.
In ogni caso, la graviola ha dimostrato di poter distruggere le cellule del cancro in altri 20 studi di laboratorio. Il più recente, condotto dalla Catholic
University of South Corea agli inizi del 2001, ha rivelato che due composti estratti dai semi della graviola hanno mostrato una “citotossicità selettiva
comparabile all’Adramycin” (un farmaco comunemente usato nella chemioterapia) per le cellule del cancro al colon e al seno, lasciando contemporaneamente
intatte le cellule sane, al contrario di quello che si verifica con la chemioterapia.

In un altro studio, pubblicato sul Journal of Natural Products, ha dimostrato che la graviola non è solo confrontabile con l’Adriamicina, ma la supera
clamorosamente negli studi di laboratorio. Un composto della pianta ha distrutto selettivamente le cellule cancerose del colon con una potenza 10.000 (diecimila!)
volte superiore a quella dell’Adriamicina.

Anche i ricercatori della Purdue University hanno riscontrato che gli estratti delle foglie di graviola hanno eliminato le cellule del cancro in almeno
sei tipi di tumore e sono state particolarmente efficaci contro le cellule del cancro alla prostata e del pancreas (!). Secondo un altro studio, sempre
della Purdue University, estratti di questa pianta hanno isolato e distrutto le cellule del cancro al polmone.

Quindi, le domande più ovvie saranno: perché sono stati condotti solo studi di laboratorio e non sono state diffuse notizie così incoraggianti? Per il
motivo già accennato all’inizio: non essendoci la possibilità di profitti derivanti dalla vendita di un brevetto di un medicinale chimico, nessuna compagnia
farmaceutica investirà enormi risorse finanziarie per uno studio appropriato. Purtroppo questa è una realtà comune a gran parte delle terapie naturali.

Incoraggiata da questi test di laboratorio, la Rain Tree Nutrition ha condotto ulteriori ricerche, anche con l’aiuto delle tribù dell’Amazzonia, per raccogliere
e far riprodurre questa pianta. Oltre ad aver reso disponibile un preparato contenente la sola graviola, questa azienda ha sviluppato un prodotto chiamato
N-TENSE che contiene il 50% di graviola ed il restante 50% una miscela di sei erbe con riconosciute proprietà anticancro: Bitter melon (Mormodica charantia),
Esphinheira Santa (Maytenus illicifolia), Mullaca (Physalis angulata), Vassourinha (Scoparia dulcis), Mutamba (Guazuma ulmifolia), Cat’s Claw – Unghia
di gatto (Uncaria tomentosa).

Purtroppo finora sono stati pochi i medici e pazienti negli USA (pochissimi in Europa) che hanno usato la graviola o il composto messo a punto dalla Rain
Tree Nutrition per combattere il cancro. In ogni caso, secondo le testimonianze pervenute alla Rain Tree Nutrition e al distributore italiano, i primi
risultati sembrano particolarmente incoraggianti.

Mentre la gran parte delle ricerche sulla graviola sono focalizate sulle sue capacità anticancro, la pianta è usata da secoli dalla medicina popolare del
Sud America per trattare un sorprendente numero di disturbi fra i quali:
ansia, ipertensione, influenza, tigna, scorbuto, malaria, eruzioni cutanee, nevralgia, dissenteria, artriti e reumatismi, palpitazioni, nervosismo, insonnia,
diarrea, febbre, nausea, foruncoli, dispepsia, spasmi muscolari, ulcera.

Non ci sono dubbi che un ammalato di cancro dovrebbe poter conoscere tutte le opzioni di trattamento disponibili. La graviola potrebbe fornire l’aiuto
necessario e forse determinante per sconfiggere la malattia, oltretutto, essendone stata riscontrata l’assoluta assenza di tossicità, senza sopportare
i pesanti effetti collaterali provocati dai vari trattamenti farmacologici.

Gentile concessione di
Naturmedica.com

Che questo scritto possa essere di beneficio a molti.
Luigi
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21 maggio 2012

La legge dell'abbondanza



Un giorno, in un paese lontano, un giovane andò dal suo maestro
spirituale per chiedergli il segreto della ricchezza. Il maestro,
allora, gli spiegò che nel cuore di ogni essere umano risiedono due
dee: la Dea della Conoscenza e la Dea della Ricchezza.

"Amale entrambe", disse il maestro, "ma concentra tutte le tue
attenzioni sulla Dea della Conoscenza, e la Dea della Ricchezza
impazzirà di gelosia e ti colmerà di attenzioni. Quanto più ti
interesserai alla Dea della Conoscenza, tanto più la Dea della
Ricchezza s'interesserà a te. Ti seguirà dovunque andrai e non ti
lascerà mai, e la ricchezza che desideri sarà tua per sempre".

RICCHI DENTRO

Questa parabola, raccontata dal medico e guida spirituale New Age
Deepak Chopra nel suo libro La via della prosperità (Armenia, £
20.000), sfata un vecchio mito, quello secondo cui ricchezza interiore
e ricchezza esteriore sono in contrasto tra loro e tendono ad
escludersi a vicenda.

Secondo la filosofia New Age, invece, la ricchezza materiale è una
naturale conseguenza di quella spirituale, ovvero della conoscenza di
se stessi e delle leggi della vita.

E' inutile, dunque, affannarsi a rincorrere il benessere economico
come se fosse qualcosa di esterno a noi perché "tutta la felicità e
tutta la ricchezza che ci sono state promesse si trovano dentro di noi
e sono sempre state lì".

In sintonia con questa affermazione, Shakti Gawain, la celebre autrice
e insegnante di visualizzazione creativa americana, afferma che il
denaro non è un'entità a se stante, bensì un simbolo della nostra
energia creativa.

Guadagniamo denaro usando la nostra energia e ci serviamo del denaro
per compensare l'energia profusa nella creazione di qualcosa di nuovo.
E poiché ognuno di noi non è un'entità separata dal tutto, la "nostra"
energia creativa non è altro, in realtà, che una particolare
espressione dell'energia dell'universo, di cui ognuno di noi
costituisce un canale.

PROSPERITA' ILLIMITATA

Dato che l'energia creativa dell'universo è infinita e sempre a
disposizione di chiunque desideri usufruirne, aprendo il proprio
canale, potenzialmente è infinito anche il denaro, simbolo
dell'energia scambiata tra noi e l'universo.

Ciò significa che, contrariamente a quanto si crede in genere, c'è
denaro in abbondanza per tutti, e quindi per arricchirsi non è
necessario gettare sul lastrico qualcun altro.

Chi si arricchisce a spese di altri è convinto, invece, che il denaro
sia un'entità esterna disponibile in quantità limitata, perciò ritiene
di doverne arraffare dove può e teme sempre che qualcuno più furbo o
più prepotente di lui possa portarglielo via. In realtà, sono
convinzioni di questo genere che contribuiscono in modo determinante a
creare la povertà.

Se invece comprendiamo che il denaro è un riflesso della nostra
energia creativa, allora ci rendiamo conto che per guadagnarne non
dobbiamo far altro che esprimere la nostra creatività, che è la fonte
della vera prosperità. E se non siamo soddisfatti della nostra
situazione economica, vuol dire evidentemente che, in qualche modo, la
nostra energia creativa ha bisogno di fluire più liberamente.

E cosa può ostacolare questo flusso? Innanzitutto, l'incapacità di
riconoscere la propria ricchezza. In effetti, quand'è che si diventa
ricchi? Decuplicando il proprio conto in banca? Centuplicandolo? Non è
detto.

C'è gente che, pur possedendo grandi quantità di denaro, continua a
massacrarsi di lavoro e di stress per accumulare ulteriori ricchezze
di cui poi non trova mai il tempo di godere. E' chiaro, dunque, che
non solo la felicità, ma anche la ricchezza materiale non può
dipendere dalla quantità di denaro che si possiede.

Per diventare ricchi è necessario prima sentirsi ricchi, perché lo
"spirito di prosperità" è uno stato di consapevolezza che fa sì che la
vita ci offra spontaneamente la ricchezza esteriore corrispondente al
nostro stato interiore.

In questo senso, si può dire che non è la ricchezza materiale a creare
la felicità, bensì la felicità a creare la ricchezza materiale.

I MITI SUL DENARO

Altri ostacoli importanti al libero fluire della creatività e quindi
della ricchezza sono le nostre convinzioni limitanti riguardo al
denaro.

Il primo mito è che per guadagnare denaro sia necessario lavorare
duramente, svolgendo attività tutt'altro che divertenti. Se fosse
davvero così, un minatore dovrebbe guadagnare molto di più di un
artista. e ciò invece non accade.

Tra l'altro, chi lavora solo per i soldi sente che questi ultimi non
sono mai una ricompensa sufficiente, e perciò tende a spenderne tanti
per ottenere quelle soddisfazioni che il lavoro non gli offre, ma
difficilmente riesce nell'intento, perché mentre spende sa che, per
riguadagnare quei soldi, dovrà rimettersi a fare un lavoro che non gli
piace.

Questo primo mito è strettamente collegato al secondo: non è giusto
essere pagati per divertirsi. In realtà, spesso le persone che vengono
pagate meglio sono proprio quelle che si divertono di più, come gli
artisti di cui sopra o, per esempio, i calciatori, che vengono pagati
per giocare come hanno sempre sognato sin da bambini.

Il terzo mito è che il successo finanziario dipenda dal grado
d'istruzione. Se così fosse, i laureati dovrebbero essere le persone
più ricche del mondo, mentre in realtà sappiamo bene che ci sono
numerose persone che, pur avendo un curriculum scolastico minimo,
guadagnano assai più di loro.

Infine, ci viene spesso detto che la chiave del successo finanziario
consiste nel saper scegliere "il lavoro giusto", come il medico,
l'avvocato, il notaio, ecc. In realtà, si possono trovare persone che
hanno successo finanziario ed altre che non ne hanno in qualsiasi tipo
di occupazione. Meglio dire, allora, che "il lavoro giusto" è quello
che piace di più, per il quale ci si sente portati.

LE LEGGI SPIRITUALI DEL SUCCESSO

Se dunque vogliamo la felicità, e la prosperità che ne è conseguenza,
evitiamo di fare un lavoro che non ci piace solo perché ci hanno detto
che può farci guadagnare un sacco di soldi e dedichiamoci, invece, a
ciò che amiamo fare.

Si trata di un'importantissima legge spirituale del successo, quella
che Deepak Chopra, nel suo libro Le sette leggi spirituali del
successo (Armenia, £ 20.000), chiama "la legge del Dharma", ossia
dello scopo della propria vita.

"In base a questa legge", scrive il dottor Chopra, "ogni uomo possiede
un suo talento specifico e un suo modo speciale di esprimerlo che gli
consentono di soddisfare bisogni altrettanto speciali. Quando questi
ultimi vengono associati all'espressione creativa del proprio talento,
s'innesca un processo di ricchezza".

Un ulteriore ostacolo al conseguimento della ricchezza materiale può
essere rappresentato dal fatto di considerarla una forma di egoismo.
In realtà, è egoista chi si sente povero, perché pensa di aver poco
denaro per sé e quindi di non poterne donare agli altri. Chi invece si
sente ricco e gode di ciò che ha è felice di condividerlo.

In effetti, come osserva ancora Chopra, "l'universo si basa su uno
scambio dinamico: il dare e il ricevere rappresentano due aspetti
diversi del suo flusso energetico. Con la disponibilità a donare agli
altri ciò che cerchiamo per noi stessi assicuriamo alla nostra
esistenza l'abbondanza dell'universo".

Poiché il denaro è energia vitale, "se ne blocchiamo la circolazione
con l'unico intento di tenerlo per noi e custodirlo gelosamente, non
facciamo altro che ostacolarne il rifluire nella nostra vita: perché
l'energia continui a giungere a noi, è necessario stimolarne la
circolazione".

Pertanto, le guide New Age ci invitano a mettere in circolazione i
nostri soldi (ovvero la nostra energia) per acquistare le cose che ci
piacciono, ma anche per pagare felicemente conti e bollette, giusta
retribuzione di servizi che ci sono necessari, o per fare regali agli
altri, senza preoccuparci di rimanere al verde. Ricordiamoci,
piuttosto, che tutto ciò che diamo con gioia ci ritorna moltiplicato.
fine elenco
(Giampiero Cara)

Che questo scritto possa essere utile a molti.

Luigi
Per info:
luiscer@tiscali.it
           
Sito web:
www.vitamigliore.org