09 settembre 2012

L'ascolto del sottile



 L'ascolto del "sottile"
di Sahaja Ellero

La meditazione è ascolto. È un processo di ritorno al nostro centro. È
imparare a confrontarci con la vita e con il nostro ambiente partendo
da chi noi siamo e non da come gli altri cercano di definirci.

Nella costante frenesia delle nostre vite, capita a volte che
diventiamo simili a strumenti musicali stonati: poiché non siamo più
in grado di udire le note fondamentali in noi stessi, la nostra
interazione con la vita e con gli altri produce solo dissonanze. Ci
sentiamo allora scollegati dal nostro centro, immersi in una realtà
ostile, insicuri sulla strada da seguire e incapaci di fluire con
l'eterno flusso della Vita.

La meditazione è il mezzo per "accordare" il nostro strumento. Ci
insegna ad ascoltare le note fondamentali del nostro essere. Così come
un violinista, mentre accorda il suo violino, deve ascoltare con
attenzione certe note chiave, anche noi dobbiamo ascoltare quello che
la vita cerca di dirci, sia per mezzo di eventi e di persone, sia per
mezzo dei sussurri della nostra anima.

Con il silenzio nato dalla meditazione, la nostra mente impara un po'
alla volta a sospendere la sua abituale attività di analizzare, di
soppesare alternative, di "parlare" così tanto da non poter udire le
melodie che la supercoscienza le invia.

Per qualche minuto, proviamo dunque a fermare questo processo.
Cerchiamo di entrare in quello stato di coscienza che è lì prima
ancora che comincino i pensieri. Via via che diventiamo calmi,
riusciamo più facilmente ad ascoltare il silenzio interiore.

"Ascoltare" significa essere pienamente consapevoli, senza scivolare
via con la mente in un piacevole stato subconscio, ma elevandoci fino
a uno stato di coscienza più elevato.

Ci sono infatti tre stati di coscienza: non solo quello conscio e
quello subconscio, ma anche quello superconscio. "La mente conscia è
il nostro stato abituale di veglia e rappresenta solo una piccola
parte della coscienza totale"....

"La mente conscia è il nostro stato abituale di veglia e rappresenta
solo una piccola parte della coscienza totale" scrive Swami
Kriyananda, da oltre trent'anni uno dei massimi esponenti dello Yoga
in Occidente, nel suo libro "Io amo meditare (Ananda Edizioni)", un
prezioso manuale ricco di consigli pratici sia per chi vuole imparare
a meditare che per chi medità già. "Una parte di gran lunga più vasta
giace nel subconscio, che è la parte nascosta ma spesso dominante
della nostra psiche. Il subconscio è come un immenso oceano, con i
suoi fondali di montagne, vallate e vaste pianure. La consapevolezza
cosciente emerge da questo oceano come una piccola isola; invisibile
al suo abitante è l'immensa regione subacquea che la circonda: le
infinite abitudini, tendenze e sensazioni indistinte che giacciono
sotto la mente conscia e rappresentano una zona più indistinta,
nondimeno molto reale, della nostra consapevolezza totale".

La supercoscienza, al contrario, rappresenta un grado molto più
elevato di consapevolezza; anzi, è la vera fonte di tutta la
consapevolezza. Sia la mente conscia sia quella subconscia si limitano
a filtrare quella consapevolezza più elevata, abbassandola, per così
dire, come il trasformatore converte un voltaggio elevato in uno
inferiore e fa sì che la corrente elettrica possa essere utilizzata
nelle case.

"Si può paragonare la supercoscienza al cielo infinito sopra di noi,
con le sue innumerevoli stelle" scrive ancora Kriyananda. "Sappiamo
che le stelle sono sempre lassù, scintillanti, eppure possiamo vederle
unicamente quando il sole non le oscura inondando il cielo con la sua
luce. La luce del sole, in questa analogia, rappresenta i pensieri e
le emozioni generati dall'ego, che offuscano la consapevolezza
supercosciente nel cielo della nostra mente. La supercoscienza è
comunque sempre con noi; semplicemente, non è attiva nel normale stato
di veglia cosciente".

La supercoscienza è situata, come dice il nome, al di sopra del nostro
stato di veglia cosciente. Da quel livello superiore provengono
occasionalmente profonde intuizioni e ispirazioni, quando la mente si
trova in uno stato di calma e di elevazione spirituale. Queste
intuizioni, a volte, penetrano la luce dello stato di veglia dell'ego,
come le splendenti comete che a volte si intravedono nel cielo anche
in una giornata luminosa.

La supercoscienza è il regno dell'autentica intuizione. È qui che
sperimentiamo l'estasi nei momenti di intensa preghiera o di
elevazione interiore, quando l'irrequietudine dell'ego è stata per un
attimo domata. È qui che sperimentiamo la nostra Essenza più profonda:
la pace, la gioia, l'amore del nostro vero Sé.

Attraverso la meditazione, mantenendo la mente in uno stato di
ricettività, impariamo presto ad ascoltare questa verità interiore,
nella tranquilla consapevolezza della supercoscienza. La meditazione
quotidiana ci guida allora alla pace che abbiamo così a lungo cercato:
la pace dell'anima che ci attende al centro del nostro vero essere.

Che questo scritto possa essere utile a molti.
Per info:
luiscer@tiscali.it
Sito web:
www.vitamigliore.org
 

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