07 luglio 2012

graviola (Annona muricata)

Le qualità di questa pianta sembrano eccezionali.




Graviola – (Annona muricata)

Una grande compagnia farmaceutica era quasi riuscita a far passare sotto silenzio una sbalorditiva ricerca su un anti-cancro naturale

Alcuni tipi di cancro (colon, seno, prostata,ecc) sconfitti da una miracolosa pianta dell’ Amazzonia di cui si è scoperto essere 10.000 volte più potente
di alcuni farmaci chemioterapici

Da oggi il futuro del trattamento del cancro e le possibilità di sopravvivenza sembrano molto più promettenti che mai. Il merito va ad una pianta che cresce
in Amazzonia, nelle foreste pluviali del sud America: la GRAVIOLA (annona muricata). Molto probabilmente fra non molto tempo potremo cambiare opinione
sulle possibilità di sconfiggere il cancro. Dagli estratti di questa potente pianta potrà essere possibile:

elenco di 4 elementi
• Sconfiggere il cancro in tutta sicurezza con una terapia completamente naturale che non provoca nausea, perdita di peso e di capelli.
• Proteggere il sistema immunitario ed evitare infezioni fatali.
• Sentirsi più forti e sani durante tutto il corso del trattamento.
• Aumentare la propria energia e migliorare l’aspettativa di vita.
fine elenco

Una grande e conosciuta industria farmaceutica statunitense per più di sette anni ha studiato e testato in laboratorio le proprietà della graviola. Non
essendo riuscita a isolare e duplicare in una formula chimica brevettabile i due più potenti componenti della pianta e quindi non potendo trarre grandi
profitti dalla vendita di un farmaco, l’azienda ha abbandonato il progetto evitando di rendere pubblico il risultato della ricerca. Siccome per legge non
si possono brevettare le sostanze naturali (giustamente, la natura appartiene a tutti, non se ne possono brevettare le meraviglie), uno studio clinico
che comporta investimenti per centinaia di migliaia o addirittura milioni di dollari deve avere poi un suo ritorno economico dalla vendita dei prodotti;
nessuna casa farmaceutica condurrà mai degli studi su sostanze che poi chiunque potrebbe coltivare o raccogliere per preparare il proprio rimedio personale.


Fortunatamente uno dei ricercatori di quella compagnia, pur condividendone gli obiettivi di profitto, non poteva accettare la decisione di nascondere al
mondo questo unico killer del cancro. Fu così che ascoltando la sua coscienza e rischiando la carriera decise di contattare e informare la Raintree Nutrition,
una compagnia statunitense che si dedica alla ricerca, al raccolto e alla riforestazione di piante ed erbe nell’Amazzonia. La sua presidente è riuscita
a guarire da una rara forma di leucemia proprio grazie alle piante della foresta pluviale.

Durante le sue ricerche la Raintree Nutrution ha scoperto che anche il NATIONAL CANCER INSTITUTE (NCI) nel 1976 aveva già verificato che gli estratti di
questa pianta erano in grado di attaccare e distruggere le cellule maligne del cancro. Questo studio era però stato archiviato come un rapporto interno
e mai reso pubblico.

Nonostante queste proprietà siano state scoperte già nel 1976, non è mai stato condotto uno studio su esseri umani, quindi nessuna sperimentazione a doppio
cieco e altri test per verificare il valore del trattamento tale da essere pubblicato sulle riviste mediche e quindi universalmente accettato come terapia.
In ogni caso, la graviola ha dimostrato di poter distruggere le cellule del cancro in altri 20 studi di laboratorio. Il più recente, condotto dalla Catholic
University of South Corea agli inizi del 2001, ha rivelato che due composti estratti dai semi della graviola hanno mostrato una “citotossicità selettiva
comparabile all’Adramycin” (un farmaco comunemente usato nella chemioterapia) per le cellule del cancro al colon e al seno, lasciando contemporaneamente
intatte le cellule sane, al contrario di quello che si verifica con la chemioterapia.

In un altro studio, pubblicato sul Journal of Natural Products, ha dimostrato che la graviola non è solo confrontabile con l’Adriamicina, ma la supera
clamorosamente negli studi di laboratorio. Un composto della pianta ha distrutto selettivamente le cellule cancerose del colon con una potenza 10.000 (diecimila!)
volte superiore a quella dell’Adriamicina.

Anche i ricercatori della Purdue University hanno riscontrato che gli estratti delle foglie di graviola hanno eliminato le cellule del cancro in almeno
sei tipi di tumore e sono state particolarmente efficaci contro le cellule del cancro alla prostata e del pancreas (!). Secondo un altro studio, sempre
della Purdue University, estratti di questa pianta hanno isolato e distrutto le cellule del cancro al polmone.

Quindi, le domande più ovvie saranno: perché sono stati condotti solo studi di laboratorio e non sono state diffuse notizie così incoraggianti? Per il
motivo già accennato all’inizio: non essendoci la possibilità di profitti derivanti dalla vendita di un brevetto di un medicinale chimico, nessuna compagnia
farmaceutica investirà enormi risorse finanziarie per uno studio appropriato. Purtroppo questa è una realtà comune a gran parte delle terapie naturali.

Incoraggiata da questi test di laboratorio, la Rain Tree Nutrition ha condotto ulteriori ricerche, anche con l’aiuto delle tribù dell’Amazzonia, per raccogliere
e far riprodurre questa pianta. Oltre ad aver reso disponibile un preparato contenente la sola graviola, questa azienda ha sviluppato un prodotto chiamato
N-TENSE che contiene il 50% di graviola ed il restante 50% una miscela di sei erbe con riconosciute proprietà anticancro: Bitter melon (Mormodica charantia),
Esphinheira Santa (Maytenus illicifolia), Mullaca (Physalis angulata), Vassourinha (Scoparia dulcis), Mutamba (Guazuma ulmifolia), Cat’s Claw – Unghia
di gatto (Uncaria tomentosa).

Purtroppo finora sono stati pochi i medici e pazienti negli USA (pochissimi in Europa) che hanno usato la graviola o il composto messo a punto dalla Rain
Tree Nutrition per combattere il cancro. In ogni caso, secondo le testimonianze pervenute alla Rain Tree Nutrition e al distributore italiano, i primi
risultati sembrano particolarmente incoraggianti.

Mentre la gran parte delle ricerche sulla graviola sono focalizate sulle sue capacità anticancro, la pianta è usata da secoli dalla medicina popolare del
Sud America per trattare un sorprendente numero di disturbi fra i quali:
ansia, ipertensione, influenza, tigna, scorbuto, malaria, eruzioni cutanee, nevralgia, dissenteria, artriti e reumatismi, palpitazioni, nervosismo, insonnia,
diarrea, febbre, nausea, foruncoli, dispepsia, spasmi muscolari, ulcera.

Non ci sono dubbi che un ammalato di cancro dovrebbe poter conoscere tutte le opzioni di trattamento disponibili. La graviola potrebbe fornire l’aiuto
necessario e forse determinante per sconfiggere la malattia, oltretutto, essendone stata riscontrata l’assoluta assenza di tossicità, senza sopportare
i pesanti effetti collaterali provocati dai vari trattamenti farmacologici.

Gentile concessione di
Naturmedica.com

Che questo scritto possa essere di beneficio a molti.
Luigi
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21 maggio 2012

La legge dell'abbondanza



Un giorno, in un paese lontano, un giovane andò dal suo maestro
spirituale per chiedergli il segreto della ricchezza. Il maestro,
allora, gli spiegò che nel cuore di ogni essere umano risiedono due
dee: la Dea della Conoscenza e la Dea della Ricchezza.

"Amale entrambe", disse il maestro, "ma concentra tutte le tue
attenzioni sulla Dea della Conoscenza, e la Dea della Ricchezza
impazzirà di gelosia e ti colmerà di attenzioni. Quanto più ti
interesserai alla Dea della Conoscenza, tanto più la Dea della
Ricchezza s'interesserà a te. Ti seguirà dovunque andrai e non ti
lascerà mai, e la ricchezza che desideri sarà tua per sempre".

RICCHI DENTRO

Questa parabola, raccontata dal medico e guida spirituale New Age
Deepak Chopra nel suo libro La via della prosperità (Armenia, £
20.000), sfata un vecchio mito, quello secondo cui ricchezza interiore
e ricchezza esteriore sono in contrasto tra loro e tendono ad
escludersi a vicenda.

Secondo la filosofia New Age, invece, la ricchezza materiale è una
naturale conseguenza di quella spirituale, ovvero della conoscenza di
se stessi e delle leggi della vita.

E' inutile, dunque, affannarsi a rincorrere il benessere economico
come se fosse qualcosa di esterno a noi perché "tutta la felicità e
tutta la ricchezza che ci sono state promesse si trovano dentro di noi
e sono sempre state lì".

In sintonia con questa affermazione, Shakti Gawain, la celebre autrice
e insegnante di visualizzazione creativa americana, afferma che il
denaro non è un'entità a se stante, bensì un simbolo della nostra
energia creativa.

Guadagniamo denaro usando la nostra energia e ci serviamo del denaro
per compensare l'energia profusa nella creazione di qualcosa di nuovo.
E poiché ognuno di noi non è un'entità separata dal tutto, la "nostra"
energia creativa non è altro, in realtà, che una particolare
espressione dell'energia dell'universo, di cui ognuno di noi
costituisce un canale.

PROSPERITA' ILLIMITATA

Dato che l'energia creativa dell'universo è infinita e sempre a
disposizione di chiunque desideri usufruirne, aprendo il proprio
canale, potenzialmente è infinito anche il denaro, simbolo
dell'energia scambiata tra noi e l'universo.

Ciò significa che, contrariamente a quanto si crede in genere, c'è
denaro in abbondanza per tutti, e quindi per arricchirsi non è
necessario gettare sul lastrico qualcun altro.

Chi si arricchisce a spese di altri è convinto, invece, che il denaro
sia un'entità esterna disponibile in quantità limitata, perciò ritiene
di doverne arraffare dove può e teme sempre che qualcuno più furbo o
più prepotente di lui possa portarglielo via. In realtà, sono
convinzioni di questo genere che contribuiscono in modo determinante a
creare la povertà.

Se invece comprendiamo che il denaro è un riflesso della nostra
energia creativa, allora ci rendiamo conto che per guadagnarne non
dobbiamo far altro che esprimere la nostra creatività, che è la fonte
della vera prosperità. E se non siamo soddisfatti della nostra
situazione economica, vuol dire evidentemente che, in qualche modo, la
nostra energia creativa ha bisogno di fluire più liberamente.

E cosa può ostacolare questo flusso? Innanzitutto, l'incapacità di
riconoscere la propria ricchezza. In effetti, quand'è che si diventa
ricchi? Decuplicando il proprio conto in banca? Centuplicandolo? Non è
detto.

C'è gente che, pur possedendo grandi quantità di denaro, continua a
massacrarsi di lavoro e di stress per accumulare ulteriori ricchezze
di cui poi non trova mai il tempo di godere. E' chiaro, dunque, che
non solo la felicità, ma anche la ricchezza materiale non può
dipendere dalla quantità di denaro che si possiede.

Per diventare ricchi è necessario prima sentirsi ricchi, perché lo
"spirito di prosperità" è uno stato di consapevolezza che fa sì che la
vita ci offra spontaneamente la ricchezza esteriore corrispondente al
nostro stato interiore.

In questo senso, si può dire che non è la ricchezza materiale a creare
la felicità, bensì la felicità a creare la ricchezza materiale.

I MITI SUL DENARO

Altri ostacoli importanti al libero fluire della creatività e quindi
della ricchezza sono le nostre convinzioni limitanti riguardo al
denaro.

Il primo mito è che per guadagnare denaro sia necessario lavorare
duramente, svolgendo attività tutt'altro che divertenti. Se fosse
davvero così, un minatore dovrebbe guadagnare molto di più di un
artista. e ciò invece non accade.

Tra l'altro, chi lavora solo per i soldi sente che questi ultimi non
sono mai una ricompensa sufficiente, e perciò tende a spenderne tanti
per ottenere quelle soddisfazioni che il lavoro non gli offre, ma
difficilmente riesce nell'intento, perché mentre spende sa che, per
riguadagnare quei soldi, dovrà rimettersi a fare un lavoro che non gli
piace.

Questo primo mito è strettamente collegato al secondo: non è giusto
essere pagati per divertirsi. In realtà, spesso le persone che vengono
pagate meglio sono proprio quelle che si divertono di più, come gli
artisti di cui sopra o, per esempio, i calciatori, che vengono pagati
per giocare come hanno sempre sognato sin da bambini.

Il terzo mito è che il successo finanziario dipenda dal grado
d'istruzione. Se così fosse, i laureati dovrebbero essere le persone
più ricche del mondo, mentre in realtà sappiamo bene che ci sono
numerose persone che, pur avendo un curriculum scolastico minimo,
guadagnano assai più di loro.

Infine, ci viene spesso detto che la chiave del successo finanziario
consiste nel saper scegliere "il lavoro giusto", come il medico,
l'avvocato, il notaio, ecc. In realtà, si possono trovare persone che
hanno successo finanziario ed altre che non ne hanno in qualsiasi tipo
di occupazione. Meglio dire, allora, che "il lavoro giusto" è quello
che piace di più, per il quale ci si sente portati.

LE LEGGI SPIRITUALI DEL SUCCESSO

Se dunque vogliamo la felicità, e la prosperità che ne è conseguenza,
evitiamo di fare un lavoro che non ci piace solo perché ci hanno detto
che può farci guadagnare un sacco di soldi e dedichiamoci, invece, a
ciò che amiamo fare.

Si trata di un'importantissima legge spirituale del successo, quella
che Deepak Chopra, nel suo libro Le sette leggi spirituali del
successo (Armenia, £ 20.000), chiama "la legge del Dharma", ossia
dello scopo della propria vita.

"In base a questa legge", scrive il dottor Chopra, "ogni uomo possiede
un suo talento specifico e un suo modo speciale di esprimerlo che gli
consentono di soddisfare bisogni altrettanto speciali. Quando questi
ultimi vengono associati all'espressione creativa del proprio talento,
s'innesca un processo di ricchezza".

Un ulteriore ostacolo al conseguimento della ricchezza materiale può
essere rappresentato dal fatto di considerarla una forma di egoismo.
In realtà, è egoista chi si sente povero, perché pensa di aver poco
denaro per sé e quindi di non poterne donare agli altri. Chi invece si
sente ricco e gode di ciò che ha è felice di condividerlo.

In effetti, come osserva ancora Chopra, "l'universo si basa su uno
scambio dinamico: il dare e il ricevere rappresentano due aspetti
diversi del suo flusso energetico. Con la disponibilità a donare agli
altri ciò che cerchiamo per noi stessi assicuriamo alla nostra
esistenza l'abbondanza dell'universo".

Poiché il denaro è energia vitale, "se ne blocchiamo la circolazione
con l'unico intento di tenerlo per noi e custodirlo gelosamente, non
facciamo altro che ostacolarne il rifluire nella nostra vita: perché
l'energia continui a giungere a noi, è necessario stimolarne la
circolazione".

Pertanto, le guide New Age ci invitano a mettere in circolazione i
nostri soldi (ovvero la nostra energia) per acquistare le cose che ci
piacciono, ma anche per pagare felicemente conti e bollette, giusta
retribuzione di servizi che ci sono necessari, o per fare regali agli
altri, senza preoccuparci di rimanere al verde. Ricordiamoci,
piuttosto, che tutto ciò che diamo con gioia ci ritorna moltiplicato.
fine elenco
(Giampiero Cara)

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19 aprile 2012

i bagni derivativi

la scienza marcia e la menzogna globale: Un mezzo semplice e gratuito per la cura e la prev...: Cura e prevenzione di tutte le malattie? I bagni derivativi Se vuoi sapere subito come utilizzare i bagni derivativi clicca qui Un rimed...

15 aprile 2012

Come il pellegrino inizia il suo viaggio

Oggi vi offro questo brano che mi sembra ci dà qualche consiglio.

Come il pellegrino impara nel suo viaggio, inutile è portarsi dietro fardelli inutili nello zaino... rallenta il cammino... pesanti diventano le orme...
Così noi, in questo tempo, possiamo imparare a lasciar cadere i nostri fardelli... e se ci capita di girarci indietro, anche solo un istante, potremo vedere come la strada che abbiamo percorso non è un sentiero cosparso di inutili cocci gettati alle nostre spalle ma cosparso di fiori di luce, e le orme pesanti avranno lasciato il posto ad un frullo d'ali...
Al termine del cammino ogni anima verrà accolta... verrà salvato ciò che è sacro e pulito ciò che è stato sporcato... ogni anima verrà accolta... e vittima e carnefice potranno guardarsi negli occhi e riconoscendosi finalmente in una unica anima.

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02 aprile 2012

Cos'è l'AMORE

Oggi vi invito a riflettere sul significato dell'Amore.

“Voi capirete cosa sia veramente l’amore quando smetterete di considerarlo un sentimento.

Il sentimento è obbligatoriamente soggetto a variazioni a seconda che si rivolga all’una o all’altra persona, mentre il vero amore è uno stato di coscienza indipendente dagli esseri e dalle circostanze.

Amare, non significa nutrire un sentimento per qualcuno, bensì vivere nell’amore e fare ogni cosa con amore: parlare, camminare, mangiare, respirare, studiare con amore…

Amare significa aver accordato tutti i propri organi, tutte le proprie cellule e tutte le proprie facoltà, affinché vibrino all’unisono nella luce e nella pace.

L’amore è dunque uno stato di coscienza permanente. Colui che ha raggiunto quello stato di coscienza sente che tutto il suo essere è impregnato di fluidi divini, e tutto ciò che fa è una melodia.”

****Omraam Mikhaël Aïvanhov

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06 marzo 2012

Il dono del vecchio Rabbino

tualitàIl “Dono del vecchio rabbino” racconta la storia di un monastero in decadenza nel qual e vivevano quattro anziani monaci e l’abate i quali erano molto preoccupati per la fine del loro ordine monastico.
Nei boschi intorno al monastero si trovava una capanna usata ogni tanto come eremitaggio da un rabbino.
Dopo anni di preghiere, contemplazioni e meditazioni, il gruppo dei monaci aveva sviluppato una certa sensibilità e percepivano la presenza del rabbino quando era presente nella capanna-eremo.
L’abate, afflitto e addolorato per la situazione difficile del suo monastero decide di chiedere consiglio al rabbino. Egli condivise il dolore dell’abate poiché anche la sinagoga della sua città era frequentata da poche persone.
Discussero sulla mancanza di spiritualità della gente.
Il rabbino non aveva consigli pratici da dare all’abate ma gli disse: “il Messia è tra di voi”
Tornato al monastero l’abate e i quattro monaci si chiesero chi fosse fra loro il Messia. Riflettendo sul fatto che ciascuno di loro potesse esserlo, iniziarono a trattarsi l’uno l’altro con grande rispetto.
I pochi visitatori che si recavano in quel luogo sentivano la particolare atmosfera che si sprigionava dai monaci e cominciarono a ritornarvi con altri amici. Le persone giunsero quindi sempre più numerose in quel posto speciale e così il monastero, grazie al dono del rabbino, riprese ad essere un ordine prosperoso e divenne un centro spirituale. “