zucchero senza calorie. La Stevia
Immaginate di poter usufruire di uno zucchero light, o
meglio di uno zucchero eccezionalmente senza calorie, che possa essere
utilizzato nella preparazione
di dolci e gelati che non aggiungono calorie e che quindi
non ingrassano e da poter essere preso a volontà anche dai diabetici...non è un
sogno ma sembra
una cosa del tutto reale: questi benefici miracolosi
sarebbero riconducibili a una una piccola pianta che cresce spontanea nelle
regioni umide dell'Amazzonia,
la Stevia. Gli indigeni dell'America latina, i Guarani, la
chiamano da sempre "Pianta dolce" e la usano sin dall'antichità non
solo per le proprietà dolcificanti
ma anche per quelle curative.
Chi la studia, la conosce con il nome scientifico di Stevia
Rebaudiana Bertoni, una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia
delle più comuni
margherite (Compositae), resistente al freddo e capace di
conservare le sue proprietà anche ad altissime temperature. Le sue foglie,
attraverso un processo
di essiccazione, sarebbero in grado di produrre un alto
potere edulcorante, di quasi 300 volte superiore al comune zucchero. Molti gli
scienziati che in
campo alimentare, nutrizionale e sanitario in generale, ne
stimano il notevole beneficio per l'intera umanità, tale da ridurre problemi di
diabete e obesità
infantile e ridurre i costi sanitari e sociali di diverse
decine di miliardi di euro. Gli indigeni dell'Amazzonia ne conoscevano anche le
proprietà curative
e medicamentose a beneficio del pancreas, servendo anche
come antibatterico e antifungino. Inoltre sono oggi sotto analisi le sue
proprietà contro la iperattività,
l'ipertensione e le indigestioni.
I benefici non si fermerebbero qui, l'utilizzo della pianta
Stevia nella produzione dello zucchero light porterebbe giovamento anche a
settori come quello
ecologico ed economico, visto il grado di sostituzione dello
zucchero e derivati (che potrebbero essere utilizzati per altri scopi, non
ultimi quelli energetici,
come per esempio per la produzione di etanolo in brasile);
ma non tutti la pensano così. Da noi in Italia la pianta era del tutto
sconosciuta e fino ad
ora se ne era parlato poco o niente, non fosse per alcuni
giornali nazionali che nelle ultime settimane del 2008 vi hanno dedicato intere
pagine nelle
proprie rubriche d'attualità. Negli anni successivi
l'interesse per la stevia è cresciuto fino alla sua introduzione anche in
Italia dal 2012. All'estero
negli anni Settanta, furono i giapponesi per primi a
scoprirne le grandi virtù. Oggi, nel paese del Sol Levante lo zucchero della
Stevia sostituisce di
già il 40% del mercato degli edulcoranti, viene usato per
esempio nella produzione di bibite light come la Diet Coke, di caramelle e
alimenti secchi usati
come prodotti per la prima colazione.
Negli Stati Uniti, l'uso delle proprietà benefiche della
Stevia è recente. Nel dicembre del 2008 l'istituto americano della Food and
Drug administration,
l'organismo federale statunitense che decide la messa in
commercio di prodotti e medicine, ha infatti consentito alla libera
circolazione della pianta
e dei suoi derivati in America, tanto che grandi compagnie
come la Coca-Cola e la Pepsi ben presto lanceranno nel mercato alcuni prodotti
dietetici a base
dello zucchero light. Cina, Israele, Thailandia, parte
dell'America del sud, come Brasile e Paraguay, ne hanno da tempo approvato
l'uso e consigliato il
consumo. In Europa solo la Svizzera consentiva la sua
commercializzazione inizialmente, poi successivamente la Francia dal 2010.
L'Unione Europea ne vietava addirittura l'uso e il consumo,
con la giustificazione che la piccola piantina e il processo di produzione del
suo zucchero,
ancora ad oggi (dopo decenni di studi) non hanno superato i
dovuti test sanitari. Questo appariva paradossale visto i centinaia di studi
che provano la
pericolosità degli zuccheri tradizionali. Le
giustificazioni, di ordine burocratico, dietetico e sanitario, sono state tali
da far si che il processo di
commercializzazione abbia incontrato notevoli ostacoli,
rimanendo a lungo chiuso nei cassetti di qualche alto funzionario della
Commissione Europea a Bruxelles.
Ed è facile capirne il perché: l'Unione Europea è il
maggiore produttore e consumatore al mondo di zucchero da saccarosio e
aspartame: la media di consumi
europea è di 36 kg a persona (con punte massime di 45 kg in
nazioni come il Belgio e l'Irlanda), contro i 21,5 kg di consumo per persona
nel resto del
mondo. In Italia la media è di 25,5 kg. Un alto consumo
degli zuccheri della pianta Stevia avrebbe sgradevoli effetti sul mercato dei
dolcificanti artificiali
e dello zucchero, tanto da minacciare le grandi lobby
chimico-farmaceutiche europee.
Non sono pochi gli scienziati, tra ecologisti e
nutrizionisti, che si sono attivati contro il divieto di commercializzazione
dell'Unione Europea. Sin dal
2000, anno di divieto ufficiale europeo, il numero di
persone competenti a dichiararne il grande beneficio è cresciuto sempre più e
sempre più sono aumentanti
i ricorsi alle autorità competenti, tra cui l'Autorità
Europea per la sicurezza alimentare che ha sede in Italia, a Parma. Tra questi
si distinguono studiosi
come Jan Geuns, professore biologo presso l'Università di
Lovanio e presidente dell'Associazione nata per promuovere l'utilizzo della
pianta Stevia.
La polemica nell'ambito dell'Unione Europea è legata ai
principi attivi contenuti nella pianta: la Rebaudiosite A e la Stevioside, che
secondo alcuni potrebbero
produrre delle sostanze ritenute cancerogene. Gli studi
hanno tuttavia dimostrato come queste sostanze (secondo il Fattore di sicurezza
della FAO e del
OMS) siano del tutto innocue, soprattutto se paragonate agli
effetti causati dall'uso di Aspartame e simili presi a grosse percentuali. La
sospetta tossicità
della Stevia era altamente controversa e chiamata in causa
ragioni politico-economiche più che sanitarie. Nel 2012 finalmente è arrivata
l’approvazione
all’utilizzo della Stevia da parte della Commissione europea
e la pianta, dichiarata non cancerogena, né genotossica e senza rischi di
tossicità per la
riproduzione o lo sviluppo dell’organismo umano, è comparsa
anche nei supermercati italiani.
Volete saperne di più sulla stevia?
Potete cominciare da qui:
http://www.stevia.net/
Nessun commento:
Posta un commento