18 luglio 2013

il significato di "OM"



«IL SIGNIFICATO DELLA VIBRAZIONE DI OM»  

di Roy Eugene Davis

Traduzione e note a cura di
Furio Sclano

La vibrazione (Om, o AUM) è il potere proiettato della Coscienza
Suprema nel quale tempo, spazio e
forze cosmiche compongono il piano della natura primordiale. Da Om si
proiettano le forze causative che
producono l’universo. Le mescolanza del piano radiante della Coscienza
Suprema e della vibrazione
proiettata di Om produce le unità individualizzate di Coscienza
Suprema. Nella letteratura vedica, l’aspetto
espressivo della Coscienza Suprema e le unità individualizzate sono
definiti “Atman” o “Sé”. Nelle lingue
occidentali, invece, è più comune utilizzare l’espressione “Atman” per
indicare la Coscienza Suprema e
“atman” (con la “a” minuscola) per indicare l’unità individualizzata.
L’essenza pura e cosciente dell’essere è
la vera natura di ogni unità individualizzata.

Nel sistema filosofico occidentale si definisce quest’unità come
anima, ossia il principio vitale negli esseri umani che pensa, ha
risposte emotive e compie le azioni. Nella
tradizione dello yoga, si afferma che Om sia il suono puro da
ascoltare e contemplare con lo scopo di
rimuovere l’attenzione dalle condizioni esterne e risvegliarsi così
alla conoscenza del Sé.

La prova dell’aspetto espressivo della Realtà suprema è Om. La
meditazione su Om
culmina nella conoscenza del suo significato e nella
realizzazione del Sé. Yoga Sutra di Patanjali.

Negli yoga Sutra si utilizza la parola sanscrita Ishwara per indicare
l’aspetto espressivo della
Coscienza Suprema che governa o regola i processi cosmici, del quale
la vibrazione di Om è la caratteristica
evidente. In alcune delle Upanishad, si afferma che meditare su Om sia
la via diretta per elevarsi oltre gli
stati ordinari modificati di mente e coscienza. Il termine sanscrito
“Upanishad” significa “sedersi” vicino
all’insegnante.

Si afferma che ne siano state scritte circa duecento, delle quali se
ne conoscono
comunemente . Alcuni trattati meno conosciuti sono le Yoga-upanishad,
nelle quali si descrivono una
gran varietà di pratiche. La forma usuale di presentazione di
un’Upanishad è di una conversazione, dove si
dipinge un maestro che risponde alle domande del cercatore della
verità. Le Upanishad furono trasmesse
oralmente per molti secoli, prima di essere tramandate in forma
scritta. Esse furono tradotte per la prima
volta in inglese nel 1800; Ralph Waldo Emerson1 e altre persone a lui
vicine negli Stati Uniti furono
fortemente influenzati dalla lettura delle Upanishad e della Bhagavad Gita.

“I due aspetti del Brahman (Realtà ultima) da meditare sono il suono
(Om) e il non-suono. Meditando solo sul suono, si rivela
il non-suono. Muovendosi verso l’alto contemplandolo (contemplando
Om), si ascende al non-suono. Questa è la via di immortalità,
unione completa e tranquillità. Il meditante, muovendosi verso l’alto
contemplando Om, ottiene l’indipendenza (non attaccamento verso
l’esterno). All’inizio si possono udire diversi suoni. Superandoli,
questi suoni scompaiono (immergendosi) nel non-suono supremo. Chi
conosce il suono della Realtà suprema, raggiunge la Realtà più
elevata. Ciò che si definisce suono è la sillaba Om. Ciò che è la sua
fine
è tranquillo, senza suono, senza paura, senza dolore, beato,
soddisfatto, immobile, inamovibile, incrollabile, immortale, durevole.
La
Realtà che si conosce meditando su Om è senza suono e priva di
attributi. Lascia, pertanto, che ci si concentri sulla (parte alta
della)
testa. – Mastri Upanishad

Om. Si dovrebbe meditare su questa sillaba. – Chandogya Upanishad

Paramahansa Yogananda insegnò che bisogna meditare in Om.
L’assorbimento di attenzione e
consapevolezza in Om culmina in un’esperienza di Om-samadhi: unità con
Om (sabikalpa samadhi), ossia
unità supportata da un oggetto della percezione. Questo stadio della
contemplazione di Om, benché
benefico, è solo un inizio rispetto a ciò che si deve ancora
sperimentare. Mettendo attenzione e
consapevolezza nel chakra della corona e aspirando di andare oltre il
suono di Om, è possibile realizzare la
pura unità senza il supporto di qualsiasi oggetto della percezione.
Dopo un Om-samadhi, rimane il ricordo di
“Io ero uno con Om”. Oltre il suono della vibrazione di Om c’è la
realizzazione della pura esistenza-essere,
senza un senso di altro. Meditate quindi in Om e andate oltre esso.

Paramahansa Yogananda disse anche che i desideri si soddisfano più
facilmente facendoli “fluttuare”
in Om. Quando terminate una sessione di meditazione, ascoltate Om e
pensatelo. Sappiate e sentite che i
vostri desideri sono mescolati con Om, dal quale tutto si produce
nell’universo. Il desiderio più costruttivo da
avere è di essere realizzato nel Sé e in Dio. Se avete bisogni
ordinari e giusti desideri da soddisfare, potete
realizzarli più facilmente immergendoli in Om alla fine della sessione
di meditazione. Meditate in Om, fino a
quando non sarete Uno con esso, quindi portate bisogni e desideri
nella vostra consapevolezza, sapendo
anche che la vibrazione di Om è l’origine di tutto ciò che si
manifesta nella dimensione oggettiva. Mettete
intenzionalità nel soddisfacimento di desideri e bisogni.

1 Ralph Waldo Emerson fu un mistico americano vissuto nel 1800; è considerato
uno dei primi esponenti di spicco del New Thought. Gli
si attribuivano, tra le altre, capacità spiccate di chiaroveggenza.
2 Muovendo energia e consapevolezza verso i centri spinali più elevati.

Credete e sentite che gli stessi sono soddisfatti realmente. Fate ciò
che potete per aiutare voi stessi,
avendo la convinzione di essere supportati e nutriti dalle dimensioni
interiori. Dopo aver utilizzato una
tecnica di meditazione preliminare per calmare la mente, meditate in
Om. Quando siete stati iniziati avete
imparato ad utilizzare un mantra, a praticare il pranayama del kriya e
a meditare in Om. Dopo le pratiche
preliminari, la meditazione su Om è lo stato finale della pratica. Da
quel punto in poi, trascendete le
percezioni prodotte dalla mente e le esperienze soggettive.

La Realtà di Dio è senza inizio e fine, completa ed eterna. Un essere
indivisibile. – Sri Yukteswar

Quando il devoto non è più cosciente di meditare ed è stabilizzato
nella conoscenza del Sé di beatitudine e non-dualità, realizza
l’unità. -
Lahiri Mahasaya

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- Risposta a domande sul sentiero -

(di Roy Eugene Davis)

-Benché io sia interessato ai principi filosofici dello yoga, sono
solitamente soddisfatto del mio stato umano
ordinario di coscienza. Come posso elevarmi oltre esso e sostenere un
forte desiderio di essere
spiritualmente illuminato?

- Pensa allo scopo ultimo della tua vita: perché sei in questo mondo.
Immagina quanto più soddisfacente può
essere la tua vita, quando sei impegnato nell’essere pienamente
cosciente a livello spirituale. Non lasciare
che la pigrizia fisica e mentale interferisca con la crescita
spirituale. Si compie veramente poco di valore,
lasciando che l’inerzia domini mente e coscienza o che le condizioni
esterne attirino l’attenzione e influenzino
i propri comportamenti.

-Leggi letteratura ispirante. Immagina possibilità ideali. Adotta il
punto di vista e
l’atteggiamento mentale delle persone coscienti. Sei sicuramente
interessato alla crescita spirituale; fai
qualcosa di più. Un uomo che soleva visitare spesso Paramahansa
Yogananda aveva la propensione a
parlare troppo di concetti metafisici. Paramahansaji gli disse:
“Parlando solo di Dio sei come una persona che
ama esaminare la frutta, ma che non ha mai voglia di assaggiarla.
Perché non dai un morso?”

-Mi piace cantare quando medito e in altri momenti. E’ utile farlo?
Qual è il modo migliore?

Il canto contribuisce alle interazioni armoniose tra i due emisferi
del cervello, mantiene l’attenzione
focalizzata e fa sviluppare la devozione. Può essere utile cantare nei
primi stadi della meditazione e quando
la concentrazione non è stabile. Dopo aver cantato, siedi nel
silenzio. In altri momenti, invece, canta per un
po’, quindi lascia che la tua mente si calmi. Impara a goderti il silenzio.

- Quando le persone illuminate affermano di “vedere Dio in ogni cosa”,
che cosa intendono?

Esse intendono affermare che tutti gli aspetti dell’unica Realtà si
esprimono in ogni cosa che si osserva.

- Benché io mi sforzi con sincerità di comprendere tutti i concetti
filosofici che mi sforzo di studiare e il
significato della vita, insieme ai suoi processi, mi sembra quasi
impossibile avere una percezione chiara di
tutto. Riuscirò un giorno ad avere questa comprensione?

Non è possibile comprendere a livello intellettuale tutto sulla vita e
i suoi processi. E’ possibile comprendere
in modo più completo le cose attraverso l’intuizione. Quando “vedrai”
oltre le apparenze superficiali, fino
all’origine, tutto ti sarà rivelato immediatamente, dall’origine
stessa a tutte le sue manifestazioni o forze.

 Che questo scritto possa essere utile a molti.

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04 luglio 2013

Aderire a se stessi


Aderire a se stessi

Aderire a se stessi è la cosa più complicata che l’essere umano possa fare.
Sembra la più sciocca, la più stupida e invece è la più complicata perché quando noi diciamo noi stessi a quale parte di noi ci riferiamo?
Alla personalità? Alla parte più profonda che è in noi? Alla parte più superficiale?
È quindi importante riscoprire la vera natura che è in noi, ma soprattutto capire l’origine di questa natura.
È una natura data dalla personalità, dalla società, dall’educazione, dai condizionamenti di quelli che abbiamo attorno, oppure è qualcosa di così “primordiale”, così forte, istintivo che ci fa superare tutti gli altri condizionamenti che la Vita ci pone ?
ORA cerchiamo di riscoprire questo Sé così profondo, radicato dentro di noi, che non ci dà tregua ogni volta che facciamo qualcosa non in Armonia con noi stessi, generando disagio.
Possiamo essere individui accettati dalla società, brillanti, realizzati, ma se non riusciamo a vivere ed essere in sintonia con il nostro Sé, avremo comunque un disagio esistenziale, un turbamento che non ci abbandonerà mai, neppure di fronte ai successi più certi, più sicuri.
ORA vi guiderò alla scoperta di questo Sé.
Cercate di lasciare la Mente vuota, libera di allontanarsi: mettetela da parte.
Oltre al vuoto mentale vi può aiutare  riuscire a visualizzarvi come un puntino: siete un puntino di Luce che sta fluttuando……………………………………………………………...
Non ha peso........................., non ha paura, perché sta fluttuando in uno spazio certo..........., protetto.............., uno spazio d’Amore................................................................................................In questo spazio affiorano dei ricordi, delle pulsioni del vostro io profondo, del vostro Sé che forse non è stato ascoltato come avrebbe dovuto essere.........................................................................................
In questo spazio d’Amore non ci sia posto per i rimpianti...............  per le colpe:----------- non esistono colpe,  solo esperienze che la Vita ci ha indotti a fare................................................................
In questo spazio fluttuante ciò che abbiamo attorno è solo Amore....................................................................................................
Se la vostra mente vuole intervenire, prendetela per mano e conducetela in questo spazio d’Amore………………………………. I sentieri siano d’Amore profondo per voi stessi......................................................................................................
VOGLIATEVI BENE
......................................................................................................................................................................Lasciate lentamente affiorare qualche ricordo,  non cercatelo: deve essere spontaneo...............................................................................................
Analizzate tutto con Amore verso voi stessi......................................................................................................Guardatevi attorno: in questo spazio d’Amore non ci siete solo voi -  puntino luminoso che non ha più paura - ma siete circondati da altri punti luminosi..............................................  sono le persone che avete al vostro fianco, quelli che nella vita vi aiutano a capire voi stessi.....................................................................................
Nel processo della conoscenza di sé, che è il primo passo per poter aderire a se stessi, è necessario e fondamentale l’aiuto degli altri, perché sono loro che ci segnalano quello che non riusciamo a vedere di noi stessi…..................................................................................... In questo spazio d’Amore non ci sono persone fastidiose con cui dobbiamo instaurare una dialettica continua per difenderci,  ragionare,  affermare il nostro io.
Sono semplicemente altri punti luminosi come noi, immersi in questo Amore..............Hanno il nostro stesso scopo: evolversi……...............
L’unico scopo che la Vita ci chiede è quello di aderire all’Evoluzione....................................................................................... Lo scontro con gli altri è cruento quanto più noi siamo scollegati da noi stessi........................................................................Non aderire a noi ci porta ad avere paura..................................Se tradiamo il nostro io più profondo ci mettiamo nella condizione di avere paura perché siamo fragili, perché vediamo l’altro come nemico. Crediamo di essere minacciati da tutto ciò che ci circonda.................................................................................................In questo spazio d’Amore ci sono solo puntini come noi, che hanno lo stesso scopo di aderire all’Evoluzione,  non possono esserci contrari  così come noi non possiamo essere contrari a loro..............................................................................Non facciamo l’errore di volerli cambiare: cerchiamo di modificare noi stessi attraverso di loro................................................., cerchiamo di capire quello che la difficoltà con l’altro provoca in noi.........................................................................................................................................................................................................................
Questo punto luminoso che fluttua in un mare d’Amore sta diventando un bambino, e quel bambino siete voi: ........................................... siete nati pieni d’Amore.................................................................................................consapevoli di dover fare un percorso terreno,  per immettere Amore nella vostra Energia ……………………………….
Come i bambini siete indifesi e fortissimi.............perché il bambino istintivamente sa quello che deve fare.
Sono i condizionamenti che vi deviano da voi stessi, che vi portano a non aderire più alla Voce interiore che sentite dentro.
Il bambino però risponde a se stesso più che agli altri.........................................................................................................Tornate punto luminoso................................................, prendetevi per mano......................cercate di riacquistare la semplicità di pensiero del bambino ………………………………………………………….. ............................................................................................................... Con la vostra parte adulta che ha fatto esperienza su questa Terra dovete osservare il bambino, dovete rivedervi bambini..................................................................................................L’Amore che nasce verso questo bambino è l’Amore che dovete avere verso voi stessi................................................................ Dovete accettare tutte le esperienze che avete fatto, non le potete rifiutare......................sono vostre. .................. Non colpevolizzatevi se pensate che avreste dovuto agire in altro modo: avete agito come in quel momento vi sembrava giusto ………………………………… ......................................................................................... Sono queste esperienze che fanno di voi una persona diversa ……………………. ............................................. Insistete nel vedervi come persone che hanno fatto delle esperienze: le colpe in questo mondo d’Amore non esistono, .................... non ci sono …………………………………... ............................................................................................................... Le pulsioni della vostra personalità devono essere sempre secondarie a quelle che sono le pulsioni dettate dal vostro Istinto, dalla vostra vera natura................................................................................. Dovete essere molto coraggiosi ed esprimere questa parte vera che è in voi. Non dovete aver paura di essere feriti dagli altri................................................................ certe prese di posizione, certi modi di fare, certe asperità che vi trovate ad esprimere non sono altro che difese che mettete in moto perché non vi conoscete abbastanza, perché avete paura che gli altri possano ferirvi...................................................................................................Quello che vi può difendere è l’Amore per voi stessi, una conoscenza di voi che deve essere reale, autentica, che non deve essere paragonata agli altri o subordinata alle aspettative della società........ Dovete essere voi stessi perché è questo che vi è chiesto dalla Vita........................................................................................................Il percorso sulla terra non avrebbe nessun significato se, dall’inizio alla fine, vivessimo mistificando il nostro io, il nostro Sé profondo...............................................................................................Abbandonate le resistenze, fluttuate in questo mare d’Amore................................................................................................................................... Siete presi per mano dal bambino che sta crescendo, che vi pone delle domande..........vi chiede perché non siete felici......................................................... perché avete amarezza interiore.......................perché avete tradito quello che di più profondo e vero è in voi……………………………………………… ............................................................................................................... Abbandonate le resistenze: non ci sono pericoli in questo mondo d’Amore........................................................................................................................................................... Tutto è dato e vi è dato perché possiate capirvi, progredire...............per far sì che la vostra Vita sia quella che avete scelto quando avete deciso di venire qui................................................................................... La sofferenza è un passaggio della Vita, ma deve portare a una maggior conoscenza di noi.....a tirar fuori le risorse migliori.......a scoprire la nostra sensibilità........... Non può  abbrutirci, bloccarci.... Dobbiamo tendere alla Gioia:..................è questo che ci è stato promesso.
Non possiamo però avere la Gioia se non abbiamo la comunione con noi stessi, se non ci conosciamo, se non ci rispettiamo ...............................................................................................................Non perdiamo tempo per farci rispettare dagli altri: .......................................il rispetto è una vibrazione potentissima che dobbiamo dare prima di tutto a noi stessi....................................................................... Quando siamo consapevoli di noi ci rispettiamo, ci amiamo, sappiamo dove dobbiamo andare: verso l’Evoluzione, verso un modo di vivere armonioso e sereno; allora anche gli altri ci rispetteranno, perché la nostra forza sarà una forza d’Amore............... Non ci sarà più paura nel porgerci agli altri perché avremo una perfetta comunione con noi.........................................................................................................................................................................................................................
Lentamente, con leggerezza, con serenità riprendiamo il nostro corpo: non siamo più un puntino, ma quel puntino d’Amore, di Luce è in noi............quel bambino che abbiamo preso per mano è dentro di noi.......................................................................................................... Ricordiamoci di questo mondo d’Amore dove abbiamo fluttuato....................................................... Ogni volta che la Vita ci presenta una difficoltà, quando il vivere quotidiano ci porta a perdere l’Armonia  interiore, rifugiamoci nuovamente in questo mondo.
È un mondo potente che ci difende, ci scherma dagli eventi negativi, ci permette di trovare le soluzioni ai nostri problemi; ............. soprattutto è un mondo che dà senso al nostro vivere....................
Vivere per vivere in Armonia, per capirci, amarci, rispettarci e quindi essere alleati dell’Evoluzione.
L’evoluzione non è qualcosa che non ci riguarda: noi SIAMO l’Evoluzione.............................................................. Ogni sforzo che facciamo per vivere in Armonia, per capirci meglio, per migliorarci ci porta ad evolverci, quindi noi siamo parte stessa dell’Evoluzione..................................................................................... Questo è lo scopo della Vita e questo è ciò che dovete trovare ogni volta che vi rifugiate nel mondo d’Amore ………………………… ...............................................................................................................Quando la paura sarà andata via, quando avrete imparato a vivere aderendo a voi stessi, non avrete più bisogno di rifugiarvi nel mondo d’Amore, perché sarete voi un mondo d’Amore…………………… Questo Amore lo manifesterete in ogni situazione che la Vita vi porgerà.
Avrete Armonia e Serenità interiore che traspariranno da voi e coinvolgeranno gli altri……………………………………………….................................Ricordatevi di questo mentre vi calate nuovamente in un corpo adulto con quel bambino e quel punto luminoso in voi.


Aderire a se stessi parte seconda

11/25/2011 9:09:51 PM


Riprendiamo il contatto con noi stessi, con la parte più profonda di noi e questa volta lo facciamo con allegria.
Siamo stati in un mondo d’Amore, ci siamo sentiti un punto di Luce, un bambino, abbiamo capito meglio che cosa vuol dire aderire a noi stessi.....
ORA ci ripromettiamo di farlo con leggerezza, con allegria ............................................................................................................... Sbagliamo? Non è importante: è un’esperienza che ci deve servire nel futuro.
Non capiamo bene il nostro Istinto? Dobbiamo farci piccoli, sempre più piccoli per poter emettere la vibrazione dell’UMILTÀ e chiedere alla parte più profonda di noi di mandarci dei segnali chiari......................................................................................................
Se le cose non vanno come vorremmo non dobbiamo ostinarci.............. prenderle di petto........... Non facciamo le vittime:................................sentiamoci semplicemente quel bambino, quel punto di Luce che forse non ha ancora capito bene ciò che la Vita sta dicendo in quel momento. O forse il bambino e il punto di Luce lo hanno capito, ma siamo noi adulti che non abbiamo capito..................................................................................................... Dobbiamo però sentirci leggeri e chiederci come sia possibile che una personalità adulta non capisca ciò che un bambino e un punto di Luce hanno capito. Non capiamo perché nella nostra personalità c’è il frastuono della Mente, ci sono i pensieri che si accavallano, ........... i condizionamenti che ci frenano..................................................... Con leggerezza cerchiamo di capire che questi sono gli ostacoli che ci impediscono di raggiungere il contatto vero e profondo con noi stessi...................................................................................................... Le parole chiave quali sono?

UMILTÀ e ABBANDONO
SONO DUE VIBRAZIONI ASSOLUTAMENTE INTERCONNESSE:
NON POSSO ABBANDONARMI SE NON SONO UMILE
NON POSSO ESSERE UMILE SE NON MI ABBANDONO

Quindi l’Abbandono è possibile quando mi vedo proprio come una cellula di un immenso corpo.
Quando il mio Io, il mio Ego, la mia personalità vengono in second’ordine. L’Umiltà è data proprio dal sentirmi cellula abbandonata nel mare d’Amore e quindi al riparo da ogni rischio.
Non dobbiamo aver paura di fare le esperienze che la Vita ci chiede perché sono comunque esperienze cariche d’Amore.
Non sempre riusciamo a vederlo questo Amore negli eventi che la Vita ci propone, ma è solo attraverso l’Amore che la Vita avanza.
UMILTÀ E ABBANDONO
ABBANDONO E UMILTÀ
.............................................................................................................Aggiungiamo una parola che è la diretta conseguenza di queste due
      LEGGEREZZA
............................................................................................................ In un momento in cui si è massacrati da vibrazioni negative, quando sembra che tutto possa esplodere, che non ci siano certezze, dobbiamo vivere senza lasciarci condizionare, senza lasciarci schiacciare.
È giusto avere le proprie idee, informarsi, prendere atto di quello che succede nel mondo………, ma tutto questo non ci deve destabilizzare.
Dobbiamo sentirci umili, abbandonarci in balia della Vita e la Vita ci metterà sempre dove noi in quel momento dobbiamo vivere……...........................................................................................Non si confonda la leggerezza con la superficialità:
colui che capisce che cosa vuol dire vivere con leggerezza ha fatto un percorso molto impegnativo dentro sé, perché entrare in se stessi, smantellare la personalità, mettere a tacere la Mente non è la cosa più congeniale all’essere umano, soprattutto se occidentale.
Quando si arriva a capire che cosa vuol dire vivere con Leggerezza è perché il percorso fatto ci ha condotto fino al punto che ci permette di capire che siamo una cellula di un corpo immenso, un corpo d’Amore che ci guida, ci sorregge, ci usa.
Lasciamoci usare con leggerezza e umiltà, abbandonati al fluire della Vita.

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19 giugno 2013

lettera sulla felicità di Epicuro

E' uno scritto un po' lungo, ma può aiutarci a comprendere meglio lo stato di felicità.



Lettera sulla felicità




Meneceo,

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'anima. Chi sostiene che
non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento
di essere felice, o che ormai è passata l'età. Da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani
quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere
l'avvenire. Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c'è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per averla.

Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato: sono fondamentali per una vita felice. Prima di tutto considera l'essenza del divino materia eterna
e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinità che ci è innata. Non attribuire alla divinità niente che sia diverso dal sempre vivente o contrario
a tutto ciò che è felice, vedi sempre in essa lo stato eterno congiunto alla felicità. Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la
gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha. Perciò non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che
i giudizi del popolo attribuisce alla divinità.

Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false. A seconda di come si pensa che gli dei siano, possono venire da loro
le più grandi sofferenze come i beni più splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non è tale lo
considerano estraneo. Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire,
e la morte altro non è che la sua assenza. L'esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, togliendo
l'ingannevole desiderio dell'immortalità.

Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c'è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura
della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l'affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba,
stoltamente atteso ci fa impazzire. La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è
lei non ci siamo noi. Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior
male, ora la invoca come requie ai mali che vive.

Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi
sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce. Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben
morire è stolto non solo per la dolcezza che c'è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è l'arte del ben vivere e del ben morire. Ancora
peggio chi va dicendo: bello non essere mai nato, ma, nato, al più presto varcare la porta dell' Ade.

Se è così convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice così per dire fa meglio
a cambiare argomento. Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente
s'avveri, né allo stesso modo disperare del contrario. Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri
sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità,
altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.

Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, perché questo è il compito
della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia. Una volta raggiunto questo stato
ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell'animo e del corpo.
Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno.

Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo
per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. E' bene primario e naturale per noi, per questo
non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venirci più male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri
stessi se un piacere più grande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere dunque è bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo
tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tutti sono sempre da fuggire.

Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male,
invece il male un bene. Consideriamo inoltre una gran cosa l'indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere
anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l'abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo
ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l'inutile è difficile.

I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco
non solo porta salute e ci fa privi d'apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un'esistenza ricca, ci
fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il
semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a
non soffrire e l'animo a essere sereno.

Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno
la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l'animo
causa di immensa sofferenza. Di tutto questo, principio e bene supremo è la saggezza , perciò questa è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è
madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia saggia, bella e giusta, né vita saggia, bella e giusta
priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili.

Chi suscita più ammirazione di colui che ha un'opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della
natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo
fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare ? Questo genere d'uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni,
perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece
il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode.

Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio allora credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le
preghiere, invece dell'atroce, inflessibile necessità. La fortuna per il saggio non è una divinità come per la massa - la divinità non fa nulla a caso
- e neppure qualcosa priva di consistenza. Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che può offrire
l'avvio a grandi beni o mali.

Però è meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti, e nella pratica è preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia
successo un progetto dissennato. Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell'ansia.
Vivrai invece come un dio fra gli uomini. Non sembra più nemmeno mortale l'uomo che vive fra beni immortali.

Che questo scritto possa essere utile a molti.

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21 maggio 2013

effetti di un sorriso

E un invito a sorridere.



                                                          Effetti di un sorriso

Arricchisce chi lo riceve, senza impoverire chi lo dona.

Un sorriso non costa nulla e produce molto:
non dura che un istante, ma nel ricordo può essere eterno.

Nessuno è così ricco da poterne fare a meno
e nessuno è così povero da non meritarlo.

Creatore di felicità in casa, negli affari è un sostegno,
è il segno sensibile dell'amicizia profonda.

Un sorriso dà riposo alla stanchezza,
nello scoraggiamento rinnova il coraggio,
nella tristezza è consolazione,
è l'antidoto naturale di tutte le nostre pene.

Ma è un bene che non si può comperare,
né rubare, né prestare,
poiché solo ha valore dall'istante in cui si dona.

Se poi incontrerete talora chi l'aspettato sorriso a voi non dona,
siate generosi e date il vostro,
perché nessuno ha tanto bisogno di sorriso
come chi ad altri non sa darlo.
                                      Anonimo
  Che questo sritto possa essere utile a molti.

Per info:
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www.vitamigliore.org

28 aprile 2013

invocazione

in questo momento mi sembra importante rivolgere i nostri pensieri ad esseri superiori.



LE FORZE DI LUCE PORTINO ILLUMINAZIONE AL GENERE UMANO.
LO SPIRITO DI PACE SI DIFFONDA OVUNQUE.  GLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’ SI INCONTRINO IN SPIRITO DI COLLABORAZIONE.
 IL PERDONO SIA LA NOTA DOMINANTE DI QUESTO MOMENTO.
IL POTERE ASSISTA L’OPERA DEI GRANDI ESSERI.
COSI’ SIA E AIUTATECI A FARE LA NOSTRA PARTE.

17 marzo 2013

parole di Amma

Oggi voglio proporvi queste parole di Amma che a mio avviso possono aiutarci a riflettere.



Parole di Amma: Non vi fate intrappolare dalla mente

Domanda - Cara Amma, senza esserne consapevoli, andiamo dove la mente ci dice di
andare. Cosa possiamo fare?

Amma- Figli miei, finora avete posto fiducia nella mente. ma la mente è come una
scimmia che salta da un ramo all'altro, e continuerà a far ciò fino all'ultimo
momento. La mente sarà presente fino alla fine. Avere la mente come compagna è
come essere amici di un folle - vi creerà sempre qualche problema; non troverete
mai pace. Se continuiamo a stare in compagnia dei pazzi, anche noi diverremo
pazzi. E' folle aver fede nella mente e seguire la mente. Non vi fate
intrappolare dalla mente. Dovremmo sempre ricordarci della meta: la
realizzazione del Sé. Non dovremmo permettere a noi stessi di lasciarci attrarre
da qualsiasi cosa lungo il cammino che ci possa distrarre.

Voi vi portate tutti i vostri samskara, per cui dovete procedere un poco alla
volta, passo dopo passo. E' un processo lento che richiede fede e familiarità.
E' importante essere distaccati dai pensieri e rifiutare di lasciarsi
trasportare dalla mente.

Domanda - Amma, i cattivi pensieri continuano a sorgere nella mia mente per
quanto cerchi di non pensarli.

Amma - Non avere paura. Non dare importanza al sorgere di tali pensieri. Supponi
che stiamo viaggiando in autobus per un pellegrinaggio. Osserviamo il paesaggio
attraverso il finestrino - una parte di esso è bella mentre l'altra non lo è. Ma
per quanto possa essere interessante il panorama che si presenta davanti a noi,
lo dimentichiamo non appena l'autobus va oltre. Non fermiamo l'autobus ogni
volta che vediamo qualcosa di bello. Ne apprezziamo la bellezza, ma continuiamo
ad andare avanti, tenendo in mente la nostra meta. Altrimenti non arriveremo
mai. Dobbiamo focalizzarci sulla nostra destinazione. Lascia andar via i
pensieri e le vasana che sorgono nella tua mente proprio come il panorama che
scorre davanti agli occhi dal finestrino dell'autobus. Non permettere a te
stesso di essere catturato da essi. Allora non avranno così tanto effetto su di
te.

Ci sono due aspetti della mente. Uno guarda attentamente verso la meta e
desidera la realizzazione. L'altro guarda soltanto al mondo esterno. C'è una
battaglia in atto tra i due. Finché non ti identifichi o non dai alcuna
importanza ai pensieri che sorgono nella mente, non c'è problema.

Al momento attuale la tua mente assomiglia a uno specchio posto sul ciglio della
strada, che riflette tutto ciò che passa per la strada. Allo stesso modo la
mente va all'esterno verso ciò che vediamo o udiamo.

Eppure, a noi manca una qualità che lo specchio possiede: nonostante rifletta
ogni cosa in modo chiaro, niente ha effetto su di esso; tutto svanisce non
appena esce fuori dal campo di visuale. Lo specchio non è attaccato a nulla.
Così dovrebbe essere la nostra mente. Dovremmo lasciar andare tutto ciò che
vediamo, sentiamo o pensiamo, qui e là - come qualcosa che ci passa davanti agli
occhi lungo la strada. Non dovremmo essere attaccati a nulla. Dovremmo sapere
che i pensieri che nascono e scompaiono appartengono alla mente e non hanno
effetto sul Sé. Vivi come un semplice testimone.

Se desideri godere della bellezza di un fiume che scorre veloce - non solo
l'acqua ma anche i pesci e le altre creature che dimorano nell'acqua, tutto ciò
che è insito nella natura del fiume - è meglio che ti sedia di lato al fiume e
lo osservi. Se salti nell'acqua, potresti essere portato via dalla corrente o
anche affogare, e non riusciresti ad avere l'esperienza della bellezza del
fiume. Allo stesso modo, vivi come un testimone, senza farti prendere dal flusso
della mente. Impara a rimanere distaccato da essa.

Dovremmo controllare la mente ed avere la capacità di fermarla - come i freni di
un'auto nuova, che controllano la velocità e fermano il veicolo ogni volta che
sia necessario.

La gente ha fede nella mente ma non nel maestro spirituale. Ma credere nella
mente è come porre sé stessi alla mercé di un pazzo. La mente è folle. Gode nel
riflettere soltanto la superficie di ogni cosa che vede, senza comprenderne la
verità più profonda.

Il Satsang - essere in presenza di una grande anima, leggere libri spirituali,
ed ascoltare discorsi spirituali - è molto importante. Queste attività aiutano a
sviluppare il potere del discernimento e apportano pace. E' anche necessario lo
sforzo personale.

Il sentiero da seguire è pieno di ostacoli. Dobbiamo essere sempre vigili, come
se stessimo camminando su di un ponte che non sia stato usato da lungo tempo e
che sia coperto di fango scivoloso. Rischiamo di cadere in qualsiasi momento,
per cui dobbiamo essere molto attenti ad ogni passo che facciamo. Se dovesse
succedere di cadere, dobbiamo rialzarci. In realtà, il fatto di cadere avviene
affinché possiamo imparare a rialzarci. La vittoria e la sconfitta sono la
stessa natura della vita. D'ora in poi, fate ogni passo con grande prudenza. Non
è bello trovarsi in difficoltà o in una situazione negativa senza aver fatto
nulla al riguardo. Sappiate che il rischio di cadere rimarrà fino all'ultimo
momento, proprio fino all'evento della liberazione.

Dovremmo usare il discernimento ogni volta che sorgono nella mente i desideri,
la rabbia e la gelosia. Siate vigili mentre andate avanti, figli miei, in quanto
potreste cadere in qualsiasi momento.

Che questo scritto possa essere utile a molti.

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28 febbraio 2013

il libro del nulla

Credo che questo scritto ci possa  aiutare ad andare oltre la realtà apparente.


 Il Libro del Nulla

DI Hsin Hsin Ming
Tradotto dall'originale cinese da Richard B. Clarke, maestro Zen ai
Living Dharma Centers, Amherst, Massachussets e Coventry, Connecticut
- tradotto dall'inglese all'italiano da Andrea Mosca, webmaster di
www.ebooks4free.net]

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La Grande Via non è difficile per coloro che non hanno alcuna preferenza.
Quando Amore e Odio sono entrambi assenti, ogni cosa diviene chiara e
viene svelata.

Ma fai la più piccola distinzione, e paradiso e terra saranno
infinitamente lontani.

Se desideri vedere la verità non parteggiare a favore o contro.
La lotta tra ciò che uno vuole e ciò che non vuole è la malattia della mente.

I

Quando il profondo significato delle cose non viene compreso la pace
essenziale della mente è disturbata senza alcun vantaggio.

La via è perfetta come un vasto spazio in cui nulla difetti e nulla
sia in eccesso.

In realtà, spetta a noi decidere se accettare o rifiutare il fatto che
non vediamo la vera natura delle cose.

Vivi né nelle trappole delle cose esterne, né nei sentimenti interiori
di vuotezza.

Sii sereno senza forzare l'attività nell'interezza delle cose e tali
erronee convinzioni scompariranno da sole.

Quando provi a interrompere l'attività per conseguire la passività il
tuo stesso sforzo ti pervade di attività.

Fino a che rimani in un estremo o in un altro non conoscerai mai l'Interezza.

Coloro che non vivono nella singola Via trascurano sia attività che
passività, affermazione e negazione.

II

Negare la realtà delle cose è non cogliere la loro realtà; asserire la
vanità delle cose è non cogliere la loro realtà.

Più parli e pensi a ciò, più ti allontani dalla verità.

Smetti di parlare e pensare e non ci sarà nulla che non sarai in grado
di sapere.

III

Il ritorno alle origini serve a trovare il significato, ma basarsi
sulle apparenze significa lasciarsi sfuggire la causa.

Al momento dell'illuminazione interiore c'è un andare al di là
dell'apparenza e della vacuità.

I cambiamenti che apparentemente avvengono nel vuoto mondo noi li
chiamiamo reali solo a causa della nostra ignoranza.

Non cercare la verità; smetti solo di avere opinioni.

Non rimanere in una condizione dualistica; evita con cura tale perseguimento.

Se vi è una traccia di questo o quello, il giusto e l'errato, la Mente
- essenza verrà persa nella confusione.

Sebbene tutte le dualità provengano dall'Unico, non avere attaccamento
nemmeno ad esso.

Quando la mente esiste indisturbata nella Via, niente al mondo può
nuocerle, e quando una cosa non può più nuocere essa cessa di esistere
nel vecchio modo.

Quando non sorgono pensieri discriminatori, la vecchia mente cessa di esistere.

IV

Quando gli oggetti del pensiero svaniscono, il soggetto pensante
svanisce, poiché quando la mente sparisce, gli oggetti svaniscono.

Le cose sono oggetti a causa del soggetto; la mente è tale a causa delle cose.

Comprendi la relatività di questi due e la realtà basilare: l'unità
della vacuità.

In questo Vuoto i due sono indistinguibili e ognuno di essi contiene
in sé il mondo intero.

Se non fai differenza tra il grezzo e il fine non sarai tentato al
pregiudizio e
all'opinione.

V

Vivere nella Grande Via non è né facile né difficile, ma coloro che
hanno punti di vista limitati, sono timorosi e irrisoluti: più essi si
affrettano, più lentamente essi vanno, e l'attaccamento non può essere
evitato: anche il mostrare attaccamento all'idea dell'illuminazione
significa andare fuori strada.

Semplicemente lascia che le cose siano così come sono e non vi sarà né
andare né venire.

Obbedisci alla natura delle cose (la tua stessa natura), e camminerai
libero e indisturbato.

Quando il pensiero è in catene la verità è nascosta, poiché tutto è
confuso ed oscuro e la gravosa pratica del giudizio porta molestia e
stanchezza.

Quali benefici possono derivare dalle distinzioni e separazioni?

Se vuoi andare nell'Unica Via non disdegnare neppure il mondo delle
sensazioni e delle idee.

In verità, accettare pienamente essi è identico alla vera Illuminazione.
L'uomo saggio non si sforza per il raggiungimento di alcun fine, ma lo
stolto si ostacola da solo.

Esiste un solo Dharma, verità, legge, non molti; le distinzioni
nascono dal bisogno di attaccamento degli ignoranti.

Identificare la Mente con la mente discriminante è il più grande
errore di tutti.

VI

Calma e inquietudine derivano dall'illusione; con l'illuminazione non
vi è ciò che si preferisce e ciò che è sgradito.

Tutte le dualità provengono da deduzioni inconsapevoli. Esse sono come
sogni di fiori nell'aria; è sciocco cercare di afferrarli.

Guadagno e perdita, giusto e sbagliato: questi pensieri devono
finalmente essere eliminati immediatamente.

Se l'occhio non dorme mai, tutti i sogni cesseranno naturalmente.
Se la mente non discrimina, le diecimila cose sono così come sono, di
sola essenza.

Comprendere il mistero di questa Unica - essenza significa essere
liberati da ogni impedimento.

Quando tutte le cose sono considerate imparzialmente, l'Auto - essenza
è raggiunta.

Nessuna comparazione o analogia è possibile stato privo di causa e relazioni.

VII

Considera fermo il movimento e l'immobilità nel movimento, ed entrambi
gli stati di movimento e di quiete scompariranno.

Quando tali dualità cessano di esistere l'Interezza stessa non può esistere.

A tale definitiva finalità non può applicarsi nessuna legge o descrizione.

Per la mente unificata in accordo con la Via tutte le aspirazioni
provenienti dal sé finiscono.

Dubbi e indecisioni svaniscono e la vita in pura fede è possibile.

Con un solo colpo siamo liberati dalla schiavitù; niente si attacca a
noi e noi non tratteniamo niente.

Tutto è vuoto, chiaro, auto-illuminante, senza l'uso dell'energia della mente.

Qui pensiero, sensazione, conoscenza e immaginazione sono di nessun valore.

VIII

In questo mondo di Similitudine non esiste nemmeno il sé o l'altro – dal - sé.

Per entrare direttamente in sintonia con questa realtà quando i dubbi
sorgono dì semplicemente - Non due.-

In questo - non due- niente è separato, niente è escluso. Non importa
quando o dove, illuminazione significa penetrare questa verità.

E questa verità è al di là dell'estensione o diminuzione del tempo o
dello spazio; in essa un singolo pensiero dura diecimila anni.

IX

Vacuità qui, Vacuità lì, ma l'universo infinito rimane sempre davanti
ai nostri occhi.

Infinitamente grande e infinitamente piccolo; nessuna differenza,
poiché le definizioni sono scomparse e non si vedono limiti.

Così pure circa l'Essere e il non-Essere.

Non perdere tempo in dubbi e discussioni che non hanno nulla a che
vedere con ciò.

Una cosa, tutte le cose: si muovono e si mescolano, senza distinzione.

Vivere in questa realizzazione significa essere privi di ansietà circa
la non-perfezione.

Vivere in tale fede è la strada al non-dualismo, poiché il non-duale è
uno con la mente fiduciosa.

Parole!

La Via è oltre il linguaggio, poiché in essa non c'è

Nessun ieri

Nessun domani

Nessun oggi.

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